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"Psychodelice" di MegElettrica delicatezza, color fucsiadi Gianluca Capaldo Siamo al suo secondo album. Maria Di Donna, più conosciuta come Meg dei 99 Posse, torna con il suo nuovo lavoro discografico regalandoci una nuova camaleontica versione: abbandonate le delicatezze e i tempi rilassati di Meg, suo primo album da solista, con Psychodelice riscopre la voglia di saltare sul palco tanto cara alla sua vecchia formazione.
Difficile non accostarla a Bjork, ma come spesso lei afferma “è sempre un complimento!”. Anche in Psychodelice il modo di usare la sua potente voce nei tratti emotivi e più personali fanno riecheggiare i vocalizzi simili alla cantante islandese. Ma questo è solo un piccolo particolare, poiché l’accento partenopeo inconfondibile e l’interpretazione che Meg da ai suoi nuovi brani, intrisi di una penetrante melodia danzereccia, la candida a una delle protagoniste più curiose e potenzialmente di successo della musica italiana. L’uso attento dell’elettronica, che in questo cd è usata in dosi ultramassicce, imprime un’impronta decisamente più energica, adrenalinica, alla sua musica. Il piccolo capolavoro dance Distante ne è la prova: all’ascolto ci immaginiamo già in pista a ballare. L’elettronica di Psychodelice non è solo danzereccia, ma anche l’elemento fluido e amalgamante della melodia sinuosa creata dalla voce di Meg. Dietro questo ottimo lavoro c’è Stefano Fontana (Stylophonic) co-produttore del disco e ottimo intenditore suoni dance. È troppo facile insieme a Succhio Luce forse rappresentano per stile e atmosfere sonore i brani reduci dalla prima esperienza da solista. Ma basta continuare l’ascolto per restare stupefatti da Napoli Città Aperta e Impossibile Trasmissione brani che nella loro forza espressiva delineano la vera anima dell’album efficacemente rappresentato da quel fucsia di copertina che fluido, denso, stranamente gustoso, impregna la vista, l’ascolto, il gusto. Psychodelice risulta caldo, nonostante l’elettronica, che di solito strania e spiazza i sentimenti. In Laptop Love, brano a mio parere eccellente, il ritornello ricorda nelle frasi in inglese le atmosfere bondiane: il ripetersi della parola “psychodelice” è difficile da cancellare, da dimenticare. Meg alla fine si congeda con l’ironia di Permesso?: “devo andare via...no non è una fuga...sto tornando a casa...la strada l’avevo quasi dimenticata...” Di un’interprete così particolare e profonda ci sorprende la riservata internazionalità creativa così convincente da creare in questo mix controverso una nuova via, forse mai percorsa in precedenza dalla musica made in Italy. Tracklist 1. Distante 2. E’ Troppo Facile 3. Succhio Luce 4. Napoli Città Aperta 5. Pandora 6. Impossibile Trasmissione 7. Laptop Love 8. Promises 9. Running Fast 10. Permesso?
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