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"QUICKIE EXPRESS" di Dimas DjayadiningratTutti hanno un talento... ma alcuni devono scoprirlo!di Enrico Ruffato Jojo le ha provate tutte per non morire di fame, ma sembra davvero essere un buono a nulla. Finchè un giorno non viene notato da un bizzarro talent scout, che lo ingaggia come "fattorino particolare"...Da quel momento un sacco di signore faranno a botte perchè Jojo si rechi a casa loro.
Alla decima Edizione del Far East Film Festival di Udine viene presentata una divertente sexy commedia indonesiana, che ha nella brillante sceneggiatura (di Joko Anwar) il suo punto di forza. La storia di Jojo e dei suoi bislacchi colleghi impiegati nel business dell’amore si sviluppa con una trama che, da semplice e quasi scontata, si distribuisce poi su diversi livelli e tiene alta l’attenzione, senza mai risultare pesante, anzi divenendo sempre più esilarante e grottesca. Gli elementi che compongono questo film sulla prostituzione dignitosa a ben guardare sono sempre gli stessi,: le riserve riguardanti un lavoro così poco onorevole, la varietà delle clienti e dei loro gusti contorti, l’irraggiungibilità dell’amore puro, l’impossibilità di fuggire alle conseguenze derivate dalle proprie scelte. Ma il cinema orientale, al Far East, ha in serbo più di una sorpresa: tutti questi temi vengono trattati con un tono così originale che diventano presto qualcosa di nuovo. Ed ecco che lo spettatore di Quickie Express, entrato in sala con l’idea di guardare una commedia scollacciata, si trova ad assistere ad una vivace tragedia che non fa mai piangere ma fa pensare. Gli unici difetti del film sono forse una parte centrale realizzata con una serie di sequenze futili e in qualche caso volgari, ed un’eccessiva durata. Ma niente paura: tutta l’opera si risolleva nell’ultima mezz’ora, con un finale così divertente, folle, non conciliante e amaro da restituire valore all’intero film. La caratterizzazione dei personaggi è un altro punto di merito del film; permette di evitare sia il macchiettismo che il perbenismo. Lo gigolo Marley, che vive più di un’avventura bizzarra armato solo della sua aria stralunata e ingenua, o la cattivissima guardia del corpo del futuro suocero di Jojo, che sembra uscita da un telefilm degli anni ’70, sono dotate di una loro particolarissma intelligenza, sensibilità, e di un certo spessore. Un discorso a parte, poi, merita il protagonista (tra l’altro interpretato da un attore considerato un sex symbol in patria), silenzioso e passivo di fronte agli eventi, tratteggiato soprattutto con una tecnica "a togliere" (nel senso che viene tratteggiato in base ai comportamenti che assume di fronte ad avvenimenti scatenati da altri personaggi), distrutto dal mondo ma forte del fatto che " perdente è colui che si arrende". Quikie Express è un film curioso, opera oltraggiosa in più di un senso, ritratto feroce di una società che non ha nessuna paura di mescolare soldi e desiderio, o etica e necessità; e nel caso la sovrapposizione non sia possibile, non ha dubbi nel fare la propria scelta. Il passaggio sembra quindi quasi naturale: in un mondo dove tutti o comprano o prendono tutto, mercificare il sesso non sembra poi il crimine più grave. Da commedia sporcacciona il film si tramuta così in qualcosa di più, una spassosa tragedia delle necessità. Da notare infine alcune strizzate d’occhio al cinema occidentale, che non sembrano essere casuali: la sequenza della vasca da bagno ha più di un punto in comune con la famosa scena con protagonista Barbara Steele ne Il demone sotto la pelle (David Cronenberg), quella della gara di ballo ha un forte richiamo con Pulp fiction. Tutte queste particolarità, unite al tema trattato, fanno di Quikie Express è un’opera che sembra aprire una finestra molto luminosa sul cinema indonesiano. E come sua prima tappa questa finestra illumina Udine. Regia: Dimas DJAYADININGRAT Anno: 2007 Durata: 117’ Stato: Indonesia
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