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"RINASCIMENTO SCOLPITO: Maestri del legno tra Marche e Umbria"A Camerino, Convento San Domenico Museo Diocesano, dal 5 maggio al 5 novembre 2006di Elena Casadoro La raffinata mostra di sculture in legno aperta a maggio scorso nel Convento di San Domenico a Camerino e visitabile fino al 5 novembre, costituisce l’occasione per ammirare in unico luogo delle opere che di solito sono difficilmente visibili, perché sistemate in piccole chiese, santuari o conventi di clausura, sperduti nei monti Appennini tra Marche e Umbria. A volte, proprio per il fatto che si tratta di sculture in legno, materiale povero rispetto al marmo e al bronzo e quindi meno considerato, sono poco apprezzate e studiate.
Le opere esposte a Camerino sono tutte straordinarie sculture lignee a carattere religioso, dipinte o meno, e molte sono le “Madonne col Bimbo” che le comunità marchigiane e umbre collocavano nelle loro chiese per potervi rivolgere le loro preghiere, senza doversi sobbarcare i disagi di un pellegrinaggio verso altri più importanti santuari. L’opera attorno a cui ruota l’intera rassegna, è infatti: “La Madonna di Macereto”. Questa Madonna col Bimbo, espressione del pieno Rinascimento, era stata scolpita per il Santuario di Macereto sui monti Sibillini, un tempo centro di grande devozione. Gli studiosi l’hanno finora attribuita ad un convenzionale Maestro di Macereto a cui hanno assegnato anche alcune opere di alta qualità, come la statua che rappresenta Santa Lucia durante il martirio come una ricca dama rinascimentale. I curatori della mostra, hanno cercato, vista anche l’alta qualità delle opere presentate, di trovare delle attribuzioni sicure anche ad alcune sculture di cui non si conosce realmente la paternità, partendo da opere di autori storicamente certi. L’attribuzione delle opere infatti è resa ancora più complicata dal fatto che, persino degli autori più noti, si trovino difficilmente documenti scritti poiché le statue in legno non richiedevano contratti di committenza stipulati davanti al notaio. E’ quindi interessante ricavare i nomi degli artisti dagli Statuti delle Corporazioni, o dal testamento del proprietario di una bottega in favore del suo erede. Oltre al nome di Domenico Indivini, nato nelle Marche a metà del 1400 e celebre per il coro ligneo della Basilica Superiore di Assisi, di sua fattura, la mostra fa conoscere almeno altri due maestri di legname: Sebastiano di Appennino, suo figlio adottivo, e Lucantonio di Giovanni di Camerino, di cui si possono ammirare rispettivamente due Crocifissi e una statua di San Rocco scolpita per la confraternita di San Rocco e San Sebastiano che si riuniva nella basilica di San Venanzio nella cui sacrestia si trova ancora l’opera. Oltre alle Madonne col Bambino, numerose sono anche le riproduzioni di San Sebastiano, che ripropongono il discorso della serialità delle opere. Niente a che vedere con la riproducibilità dell’opera d’arte dei tempi nostri, teorizzata dal Benjamin; la riflessione vale per capire come i fedeli fossero dei fruitori assai “tradizionalisti” che in qualunque luogo si aspettavano di trovare la stessa immagine sacra della Madonna o di San Sebastiano, a cui aprire i loro cuori o a cui chiedere intercessioni per i loro bisogni materiali o spirituali. Le opere sacre in legno sono quindi tutte somiglianti fra loro (ma ogni opera è “unica”), spesso per volontà della stessa committenza. Nel caso di San Sebastiano inoltre, esse avevano la specifica funzione di proteggere le città dalla peste, e per questo le statue del santo erano collocate nelle pievi e nei conventi dei vari paesi ai confini del territorio, con il compito di difendere le popolazioni dal morbo pestilenziale. Che San Sebastiano potesse fermare la peste è una questione di fede. L’importante è ringraziare questa fede che ci permette ora di ammirare e di godere della bellezza di queste sculture in legno, di Santi e di Madonne, riportate qui all’attenzione del pubblico, nel tentativo, meritevole del più ampio successo, di farle uscire da una situazione ingiustificata di minorità. “RINASCIMENTO SCOLPITO: Maestri del legno tra Marche e Umbria” Camerino, Convento San Domenico Museo Diocesano dal 5 maggio al 5 novembre 2006 Prenotazioni e informazioni: Pinacoteca e Musei civici Tel. 0737 402309; fax 0734 402311 musei.civici@unicam.it
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