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"RITRATTO DI UN PIANETA" Di Friedrich DürrenmattLa terra è una chancedi Enrico Silvano Quattro Dei guardano annoiati l’eternità, la loro attenzione è attratta da una stella che sta per esplodere. Ipotizzano che quella stella abbia dei pianeti intorno, ma nessuno pare essere interessato più di tanto alla questione. La scena d’improvviso cambia e lo spettatore viene catapultato nelle ben più animate faccende terrestri: tre donne stanno portando a termine con successo ma con metodi poco cristiani, la loro battaglia contro il cannibalismo. È il primo di una lunga serie di episodi tesi a cogliere piccoli ma significativi istanti di vita sul pianeta. Se da un momento il Sole esplodesse, gli esseri umani oggi come oggi possono dire di aver sfruttato appieno l’occasione che la Terra ha dato loro?
Questo è l’interrogativo da cui ha origine lo spettacolo “Ritratto di un pianeta” portato al Teatro Fondamenta Nuove di Venezia dalla giovane compagnia AriaTeatro. Gli episodi che vengono proposti ci dipingono un mondo dominato dalle guerre e dai sopprusi e malgrado lo scenario comune nel quale si svolgono gran parte di essi sia una generica guerra che assomiglia in tutto e per tutto a quella del Vietnam (Durennmatt ha scritto quest’opera nel 1971), le tematiche affrontate risultano, manco a dirlo, quantomai attuali, anzi dimostrano che gran parte dei problemi di quegli anni, oggi non sono minimamente risolti. Nessuno dei numerosi personaggi che fanno mano a mano la loro comparsa sul palco dimostra essere stato capace di aver trovato un valido significato alla propria esistenza. Gran parte di loro invece si trovano a vivere in condizioni disperate, altri sono in preda all’isterismo, dominati dalla paura, vittime di violenze, completamente alienati, giovani e già deviati, falliti e dimenticati. Il titolo dello spettacolo rivela la sua ambizione forse eccessiva. Vuole ritrarre il pianeta e lo fa tentando di fotografare ogni singolo avvenimento che accade sulla terra, cogliendo a volte più episodi che succedono nello stesso momento in due posti differenti del globo. Il risultato è l’accumulo di situazioni (veramente troppe), alcune più riuscite ed altre meno, non calibrate adeguatamente le une con le altre; se le più corte infatti si riducono a semplici sketch, altre sono troppo lunghe e spezzano il ritmo veloce dell’opera. C’è una ampia variazioni di toni, si passa dal grottesco all’ironico e si vira sul drammatico in pochi istanti. Gli attori recitano con toni espressivi. La scenografia è quasi inesistente, a volte compare una panca, a volte una tavola imbandita che in men che non si dica scompaiono; talvolta il ritmo è talmente veloce che le scene si accavallano le une sulle altre e lo spettacolo pur diminuendo a tratti la propria intensità, non ha nessuna pausa fino alla conclusione, mettendo alla prova la tenuta atletica degli attori, bravi per lo meno per la capacità di mettere in scena in poco tempo personaggi e situazioni completamente diversi gli uni dagli altri. Lo spettacolo verrà riproposto il 30 giugno e il primo luglio al castello di Pergine Valsugana. "Ritratto di un pianeta" di Friedrich Dürrenmatt regia Riccardo Bellandi con Andreapietro Anselmi, Chiara Benedetti, Federica Fabiani, Denis Fontanari, Sara Lazzaro, Paola Mitri, Michele Di Giacomo, Soleymane Sow Durata 2 ore
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