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"ROMA E I BARBARI. LA NASCITA DI UN NUOVO MONDO"Palazzo Grassi ospita la grande mostra sullo storico incontro di due culturedi Giacomo Botteri Barbaro era per i Greci chi non parlava la lingua ellenica ma “balbettava” parole incomprensibili. Più in generale si intese poi con questo termine indicare tutti coloro che vivevano al di là dei confini delle frontiere imperiali. I barbari che si contrapposero a Roma furono Goti, Franchi, Visigoti, Longobardi a lungo considerati come Germani, una massa di tribù in lotta fra loro che, proprio per opporsi all’impero romano , trovarono coesione ed identità comuni.
Iniziate queste migrazioni di popoli chiamate dall’Occidente invasioni barbariche verso il V secolo d.C. in circa un millennio si completa quel cammino verso l’integrazione e verso l’Europa. La eccezionale mostra “Roma e i Barbari. La nascita di un nuovo mondo” visitabile a Palazzo Grassi fino al 20 luglio illustra visivamente questo periodo con una mole impressionante di testimonianze che mescolano arte, archeologia, politica. Sono oltre 1700 i pezzi provenienti da 24 paesi, usciti da 200 musei e istituzioni, documenti, reperti storici, archeologici, dipinti. L’ambizione della rassegna è quella di offrire lo spunto per una revisione critica di pregiudizi millenari nati dalla distorsione della realtà e da travisamenti di storici antichi. Costoro hanno enfatizzato il concetto di invasione barbarica fatta solo di guerre, aggressioni, contrapposizioni, mentre dall’esame della documentazione storica e letteraria emergono i lati positivi di integrazione ed assimilazione della cultura latina riconosciuta dagli stessi barbari come superiore e degna di essere imitata. Gli scambi culturali ovviamente non furono solo a senso unico ed è facile constatare come nei regni romano-barbarici che seguirono la caduta dell’impero romano, dopo un primo periodo di scontri, l’atteggiamento prevalente è quello dell’integrazione. Ben presto i nuovi venuti adottarono spontaneamente la lingua latina per redigere i loro documenti, seguono, almeno in parte, il modo di vestire romano che non prevedeva le loro brache, copiando usi costumi ma soprattutto convertendosi liberamente alla religione ufficiale di Roma, il cristianesimo. Palazzo Grassi, Ecole francaise de Rome, Ausstellungs halle der Bunderrepublik Deutschland hanno lavorato a lungo per realizzare questa colossale esposizione. Il risultato è straordinario: una quarantina di scintillanti tesori, enormi e preziosi bottoni provenienti dalla tomba di Childerico, il cofanetto di Teodorico, il busto in oro di Marco Aurelio, il cosiddetto “Piccolo sarcofago Ludovisi” simile a quello già ospite del Palazzo, la scintillante copia della corona della regina longobarda Suintila, non sono che alcuni dei gioielli che compongono la mostra. Apprezzabile poi, il messaggio esplicito che essa trasmette in ordine ad uno dei problemi che assillano la moderna società opulenta di fronte al massiccio fenomeno dell’immigrazione dai paesi poveri: non è con la lotta, l’espulsione indiscriminate con il carcere che si risolve questo fenomeno epocale, ma con l’accoglienza e l’integrazione che nel lungo periodo si traduce in maggior benessere per tutti. “ROMA E I BARBARI. LA NASCITA DI UN NUOVO MONDO” dal 24 gennaio al 20 luglio 2008 Palazzo Grassi, Venezia Salizzada San Samuele 3231 tel. (+39) 041 5231680
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