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ROMANCERO GITANOBalletto tratto dal romanzo di Federico García Lorcadi Michela Tosato Il Balletto Flamenco De Andalucía ha portanto in scena martedì 30 ottobre al Comunale di Treviso uno dei capolavori di García Lorca, per trasportare un pubblico entusiasta nei magici ritmi della tradizione gitana Andalusa.
“Romancero Gitano” fu scritto da García Lorca tra il 1924 ed il 1927 ed uscì nel Luglio 1928. Da allora milioni di persone lo hanno letto, riletto, studiato ed hanno provato emozione, passione e stupore di fronte a questi canti o romances tratti dalla più pura tradizione gitana andalusa. Il Balletto Flamenco de Andalucía, diretto dal 2004 dalla bravissima coreografa e interprete Cristina Hoyos, dal 2006 porta quest’opera sul palcoscenico, riproponendo nove dei diciotto romances scritti dal poeta, nove piccole storie ballate a ritmo del flamenco più emozionante, passionale e cantate magistralmente da tre cantaores accompagnati da altrettanti bravissimi musicisti. Tale trasposizione regala momenti davvero intensi, rapendo i sensi di chi ascolta e guarda con sensazioni profonde, coinvolgenti e totali nel loro essere contemporaneamente tutto e niente, essenza stessa dell’arte del ballo. La regia di José Carlos Plaza ci propone sul palcoscenico uno scorcio di Andalusia moderna (sullo sfondo un pannello con la proiezione di una strada e auto che passano) mentre in un angolo del palco ritroviamo il calore gitano dei musicisti e i cantaores che riportano nel mondo del García Lorca raccontandoci le struggenti storie raccontate nel Romancero, storie di amore, adulterio, infanzia, dolore, morte, giustizia. Storie di una Andalusia d’altri tempi, interpretate da ballerini e ballerine di flamenco con l’intensità e lo struggimento che fa tenere gli occhi incollati alla scena e porta il cuore a commuoversi di fronte a tanta passione e calore. Il coinvolgimento del pubblico è aiutato dalla proiezione di titoli e di alcuni versi dei romanzi su un pannello che sovrasta il palco, come se l’anima del Lorca, la cui gigantografia apre e chiude ciascuna scena, e la sua arte fosse presente e vivesse realmente nei personaggi che portano in scena i suoi versi. Una nota particolare va al ballerino Daniel Navarro che interpreta Antoñito nei romanzi “Prendimiento de Antoñito El Camborio” e “Muerte de Antoñito El Camborio” e che esegue uno stupendo assolo di flamenco che raccoglie sia durante l’esecuzione, sia nei saluti finali, una quantità enorme di applausi e apprezzamenti del pubblico. E ancora, eccezionale l’esibizione del direttore artistico e coreografa Cristina Hoyos nel canto che chiude lo spettacolo, “Romance de la pena negra”, dove interpreta Soledad accompagnandosi dal suono delle nacchere (altro elemento fondamentale della tradizione gitana) e colora il gran finale portando sul palco tutta la compagnia in un quadro che esprime la sofferenza ma anche l’attesa e speranza dell’amore profondo che solo un popolo emarginato come quello gitano, segnato dai luoghi comuni e dalle sue proprie leggi, è in grado di sentire. A Treviso, in una serata piovosa di ottobre, l’anima del Comunale è stata realmente trasportata in un luogo tradizionale e pieno di passione grazie alla bravura di questa compagnia di danza e all’incredibile contemporaneità del Romancero Gitano, che in qualsiasi modo venga vissuto, letto, cantato o ballato, mantiene il suo significato, la sua capacità di coinvolgere e comunicare e la sua inesauribile forza espressiva. Articolo di Ines Tosato e Michela Tosato
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