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Concorso "ROMANZO CRIMINALE" di Michele PlacidoIl lato oscuro dell’Italiadi Andrea Vesentini Le efferate vicende che hanno visto protagonista la banda della Magliana fra gli anni ’70 e ’80 si mescolano ai giochi di potere di uno dei periodi più bui del nostro paese. Film perfettamente riuscito: ottimi attori, regia, sceneggiatura. Placido si riscatta dal flop di consensi (soltanto di critica) di “Ovunque sei”, ma tuttavia non candida a Venezia un film che sarebbe stato all’altezza del concorso. Tratto dall’omonimo romanzo di Giancarlo De Cataldo.
La storia della banda della Magliana, che tra gli anni ’70 e ’80 ha sparso terrore in tutta Roma, giovani di borgata che hanno cercato un riscatto sociale nei soldi sporchi, nella prostituzione, nella droga: il Libanese, che arriva a paragonarsi agli imperatori della Roma antica, il Freddo, che per amore vuole mettersi alle spalle tutto il sangue versato, il Dandi, in fondo debole perché piegato dall’attrazione verso una prostituta, e tutti i compari attorno a loro. Il commissario Scialoja, trasferito da Bologna, decide di fare giustizia, ma questo porterà a galla i lati oscuri di una nazione divisa fra mafia, terrorismo, criminalità organizzata e loschi giochi di potere. Vite spezzate, gioventù bruciate, ribelli forse con qualche ragione, la morgana di giorni migliori che non si possono però ottenere con la violenza poiché ogni goccia di sangue versato è una macchia indelebile sulla coscienza, l’orrore che ti si ritorce contro fino a mostrare l’assurdità di un potere fasullo, che può trasformare un carnefice in preda da un momento all’altro. Placido non è un incompetente, anzi: quest’anno non ha voluto concedere a Venezia una pellicola che invece sarebbe stata indubbiamente all’altezza del concorso, ancora scottato dall’esperienza di “Ovunque sei”; ma in quel caso il vero problema non era stato il Placido regista, ma una sceneggiatura che definire imbarazzante sarebbe eufemistico, mentre ogni battuta di “Romanzo criminale” splende del riflesso di tre sceneggiatori ampiamente all’altezza (De Cataldo, autore del libro omonimo da cui è tratto il film, e la straordinaria coppia Rulli-Petraglia). Attori in stato di grazia, con prove se possibile che superano la loro già nota bravura, con un eccezionale Rossi Stuart che si rivela sempre più come uno dei migliori interpreti italiani: dell’ottimo cast non si può non riconoscere il merito a Placido, che come ogni regista-attore sa dirigere i suoi colleghi con consumata perizia. E così ad ogni inquadratura affiora il marcio di un paese che rischiava di soffocare nella violenza non più di periferia, dove il sangue si spargeva anche sui gradini di Trinità dei Monti ma, quel che è peggio, negli uffici del potere, nei giochi che sarebbero emersi parzialmente nel corso degli anni ’90. Ottima ricostruzione d’epoca attraverso costumi, colonna sonora e immagini d’epoca. Questa volta Placido non potrà certo lamentarsi dell’intolleranza della critica, che aveva “attaccato”, se così si può dire, “Ovunque sei” non per strane ragioni di formazione politica o razzismi autoriali, ma semplicemente perché non era un buon film. Questo è un buonissimo film: onore al merito. Peccato per il doppiaggio, tuttavia inevitabile, di Anna Mouglalis, ma complimenti alla doppiatrice che riesce a fondersi con le altre interpretazioni dal vivo nel miglior modo possibile. Titolo originale: Romanzo criminale Nazione: Italia Anno: 2005 Genere: Drammatico Regia: Michele Placido Cast: Stefano Accorsi, Kim Rossi Stuart, Pierfrancesco Favino, Anna Mouglalis, Claudio Santamaria, Riccardo Scamarcio, Jasmine Trinca Produzione: Marco Chimenz, Fabio Conversi, Terence S. Potter, Jacqueline Quella, Giovanni Stabilini, Riccardo Tozzi Distribuzione: Warner Bros Data di uscita: 30 Settembre 2005 (cinema)
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