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"ROSVITA" Lettura-concerto di Ermanna MontanariLe delizie del martiriodi Vega Partesotti Al Festival Teatro delle Mura di Padova il Teatro delle Albe presenta una messa in scena originale dei dialoghi drammatici di Rosvita, monaca tedesca del X secolo.
Della vita di Rosvita, drammaturga ante litteram, non si sa molto: canonichessa nel monastero di Gandersheim nel X secolo, colta, sicuramente di famiglia nobile, scrisse una serie di opere in latino tra cui alcuni drammi teatrali, ispirati nella struttura e nello stile a quelli di Terenzio, rovesciandone però la licenziosità in agiografie edificanti di santi e martiri cristiani. Riprendendo uno spettacolo del ’91 ispirato alle sue opere, Ermanna Montanari, fresca di Premio Ubu come migliore attrice per lo spettacolo "Sterminio", ha costruito con la regia di Marco Martinelli questa lettura-concerto, approdata a Padova dopo la prima al Ravenna Festival. La scena è scarna e buia: sul palco, delimitato da una fila di piccole luci, solo un leggio. Ad accompagnare Ermanna Montanari, un coro gregoriano al femminile composto da tre giovani attrici del Teatro delle Albe, Cinzia Dezi, Michela Marangoni e Laura Redaelli. Rosvita parla in prima persona solo nel prologo, la "lettera ai dotti", in cui sottoponendo i suoi scritti al giudizio di alcuni intellettuali, chiede scusa con umiltà dei suoi errori, e spiega la sua scelta di ispirarsi a Terenzio, autore pagano allora molto di moda per la bellezza del suo stile ma i cui contenuti scabrosi poco si addicevano alla spiritualità cristiana. Seguono tre "dialoghi drammatici" che hanno tutti per protagoniste delle donne: una prostituta penitente, tre giovani sorelle che affrontano liete e indomite il martirio, una ragazzina estatica convinta dal nonno eremita a diventare un angelo. Alternati talvolta ad aspetti grotteschi da commedia, i dettagli più truci non si risparmiano, senza però mai apparire fini a se stessi quanto piuttosto volti ad affermare la forza spirituale delle donne, seviziate, bruciate, decapitate, o nella migliore delle ipotesi rinchiuse a vita in celle fetide e buie, di fronte alla violenza degli uomini pagani e all’implacabilità di quelli cristiani. La struttura dello spettacolo, con Ermanna Montanari unica voce recitante, è fedele all’intenzione con cui i drammi erano stati scritti: destinati alla lettura (declamatio) più che a una rappresentazione vera e propria, le opere "teatrali" di Rosvita non hanno nulla in comune con i drammi liturgici che nascevano proprio nella stessa epoca e da cui si svilupperà il teatro occidentale. Anche se parlare di "unica voce" nel caso di questa straordinaria attrice è forse riduttivo: le sue capacità vocali e interpretative danno infatti vita non soltanto ai diversi personaggi (con l’unica eccezione delle tre sorelle, a cui danno voce le tre attrici del coro) ma riescono a far emergere dal buio della scena i luoghi e le situazioni evocate dai dialoghi come vivide visioni. Una difficile e riuscita prova d’attrice perfettamente sorretta non solo dal piccolo coro celeste, ma anche dagli intensi effetti musicali e sonori di Davide Sacco e dalle luci semplici ma efficaci progettate dalla stessa Montanari con Enrico Isola e la collaborazione di Claire Pasquier. di Ermanna Montanari
con Cinzia Dezi, Michela Marangoni, Ermanna Montanari, Laura Redaelli
regia Marco Martinelli
luci e scenografia: Enrico Isola, Ermanna Montanari, Claire Pasquier
musiche originali e sound design: Davide Sacco
produzione Teatro delle Albe - Ravenna Teatro in collaborazione con Ravenna Festival e deSidera Bergamo Teatro Festival
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