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Fuori Concorso "RUMBA" DI DOMINIQUE ABEL, FIONA GORDON, BRUNO ROMYUna commedia originale con ritmi squisitamente paradossalidi Ilaria Falcone Fiona e Dom sono due insegnati, di inglese lei, di ginnastica lui. Vivono in una cittadina di campagna; sono una coppia felice e realizzata, soprattutto per la grande passione che li unisce: i balli latino-americani. La loro casa è fatta di trofei, vinti durante le competizioni di danza. Una sera, tornando da una gara di ballo hanno un grave incidente automobilistico, da cui entrambi ne escono cambiati. L’incidente ha troncato il loro futuro da ballerini, ma non la loro tempra nell’affrontare la vita.
Presentato fuori concorso al 26 Torino Film Festival, Rumba è una commedia raffinatamente deliziosa, pur affrontando un tema agrodolce; dopo l’incidente i due coniugi sono diversi, fisicamente, lei perde una gamba, e psicologicamente, lui perde la memoria, ma la narrazione della loro disavventura è raccontata con una forza emotiva positiva, ottimista, che coinvolge lo spettatore. I tre registi sono al loro secondo lungometraggio dopo L’Iceberg, del 2004. Dominique Abel e Fiona Gordon, oltre che a essere compagni nel lavoro, lo sono nella vita. Sono loro due che, interpretando i protagonisti di questo film, Dom e Fiona, trasmettono tutta la passione per il loro il lavoro e comunicano la loro esperienza lavorativa, avendo alle spalle quindici anni di teatro. Hanno giocato con abilità sulla fragilità e la goffaggine umana; il loro essere soprattutto attori fisici ha facilitato la disinvoltura elegante con cui Rumba si presenta al pubblico. I loro modelli sono gli attori e i registi più estrosi del cinema muto, che riuscivano a conciliare arte e divertimento, realizzando film originali. Non sfruttano la satira o la parodia, riescono a far scaturire l’ironia dai loro personaggi clowneschi. Il loro non è un film muto, ma per la maggior parte della durata riesce a fare a meno di un copione di battute, per grande capacità interpretativa degli attori di esprimersi con il corpo. Risultato questo non facile, come loro stessi hanno dichiarato, perché per ottenere effetti così paradossali e, allo stesso tempo, estremamente espressivi, hanno bisogno di fare molte prove; come nella danza, solo esercitandosi costantemente si riesce a trovare l’indispensabile affiatamento da rendere una coppia talmente affascinante da essere un tutt’uno, con il partner e con la musica. Hanno scelto la musicalità della rumba cubana degli Anni ’60, con un apposito fine: perché è sensuale e fisica, parla di coppia, e il loro progetto era proprio parlare di coppia in questo film; di una coppia che, superando ostacoli tragicomici, riesce a ricominciare da capo, rivoluzionando la propria vita con sfida e fiducia. Rumba è girato con una minuziosa cura di ogni dettaglio; la macchina da presa è lo spettatore che osserva, che non si lascia sfuggire nulla. Fiona e Dom recitano su un set che potrebbe benissimo essere il palcoscenico di un teatro; l’ambientazione stessa, infatti, è teatrale, semplice in ogni suo dettaglio, in perfetta sintonia con la storia e con l’universo teatrale di cui Abel e Gordon fanno parte e del loro stile paradossale con cui si approcciano alla scrittura dei loro testi.
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