“Radio & Juliet” del Balletto Maribor

Una donna protagonista del dramma Shakesperiano "Radio & Juliet"

Il Balletto di Maribor, compagnia slovena di fama internazionale diretta da Edward Clug, porta a Padova una rivisitazione in chiave contemporanea del celebre dramma shakespeariano “Romeo e Giulietta”.

La storia d’amore più famosa della letteratura, rappresentata dal coreografo emergente Edward Clug, vuole essere un omaggio alla donna e a quello che rappresenta. La sua rilettura anticonvenzionale del dramma shakespeariano di Romeo e Giulietta è avvalorata dall’accompagnamento musicale dei Radiohead, gruppo inglese cult, già autori della colonna sonora del film del 1996 Romeo + Juliet, diretto da Baz Luhrman. Fin dall’inizio dello spettacolo lo spettatore viene calato in un’atmosfera fredda e asettica attraverso un gioco di luci scarno ed essenziale volutamente atto a mettere in risalto la gestualità minima dei personaggi che si insinuano tra la musica, sempre più aggressiva, e una danza volutamente robotica e disumanizzata. Una sensazione di alienazione pervade la scena, tanto che non è possibile distinguere i personaggi tra loro, se non la figura femminile di Giulietta.

Le trame e gli eterni temi della storia dell’umanità – amore, morte, odio, violenza, tradimento – si susseguono lentamente sulla scena a partire da un filmato logoro proiettato sullo sfondo in cui vediamo una Giulietta sola e malinconica che vaga nelle stanze di una casa vuota: la telecamera la segue, incornicia il suo sguardo malinconico e assorto. La storia dei due giovani innamorati infatti inizia nel momento in cui la giovane vede Romeo morto al suo fianco: da questo momento la narrazione evolve a ritroso, e si snoda in flash di memoria che si susseguono sulla scena, come una sorta di retrospettiva di un amore mai realizzato. Improvvisamente i corpi del video si fanno reali, e avanzano sulla scena in maniera meccanica, come fossero degli automi. In questo la musica dei Radiohead è sicuramente funzionale a quello che Clug vuole sottolineare: la sua visione di Giulietta infatti è quella di una donna che richiama alla memoria amori incompiuti, che ripensa agli uomini che avrebbero potuto sposarla, il tutto avvolto da un’aura di alienazione e meccanicità che caratterizza l’era moderna. Come la danza di Clug, anche la musica del gruppo inglese esprime sentimenti di solitudine e disperazione e crea una frenesia volta a sottolineare le vite di oggi; in perfetta armonia, la combinazione espressiva del coreografo, che si concentra sui movimenti veloci e nervosi delle braccia, vuole essere un’analisi dei rapporti tra uomo e donna così come sono vissuti nell’era moderna.

L’allestimento di Radio & Juliet, semplice ed elegante, rapisce lo sguardo ma non basta a trasmettere le emozioni che la storia dei due giovani innamorati provoca di per sé. La sensazione è quella di una sottile incompletezza, mascherata dai capaci ballerini e da una cura illuminotecnica e costumistica che si adatta perfettamente all’ambientazione creata da Clug. Sulla scena vediamo sei uomini in completo nero e una Giulietta in corsetto, che gioca con i probabili pretendenti di un amore mai realizzato. Una coreografia che racconta di amore, sottomissione e dolcezza, competizione e sofferenza, ma non trasmette le emozioni volute: il sottotitolo dello spettacolo, Nobody’s Story, chiarisce definitivamente l’assoluta estraneità e l’incompiutezza di un amore che la morte ha interrotto, e che forse non sarebbe mai stato possibile neanche nella realtà odierna. La consapevole commistione di immagini, musica e movimenti contribuisce ad arricchire la messinscena, e a mantenere il ritmo di uno spettacolo che risulterebbe a tratti eccessivamente scarno: sono numerose infatti le suggestioni cinematografiche che colpiscono Clug, più volte utilizzate anche nel corso dello spettacolo per far avanzare la narrazione, dal momento che è impresa assai difficile raccontare tutti gli eventi della complicata vicenda shakespeariana in poco più di un ora.

Edward Clug, direttore e coreografo della compagnia slovena del Balletto di Maribor, è stato insignito, per le sue coreografie, di numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali tra cui, nel 2005, il più prestigioso riconoscimento sloveno per il contributo alla cultura, il Prešen Foundation Award. Quella di Maribor è una realtà importante che negli anni sta diventando non solo la sede della più rilevante compagnia di danza e del maggiore teatro lirico sloveno, ma anche una delle più vivaci e degne di nota di tutto l’est europeo. Inserendosi in un contesto cosmopolita con esibizioni in Europa, Stati Uniti e Asia, il gruppo ha raccolto commenti entusiastici da parte del pubblico internazionale. Radio & Juliet, l’ultimo della trilogia cui appartengono anche Tango e Lacrymas, sarà in tournée allo Jacob’s Pillow di New York nel luglio 2009.

Balletto di Maribor – Slovenia
Radio&Juliet – Nobody’s story
Ideazione e coreografia: Edward Clug – Musica: Radiohead – Danzatori: Tijuana Kriman, Gaj mavc, Matja Marin, Tiberiu Marta, Demetrius King, Edward Clug – Scene: Marko Japelj – Costumi: Leo Kulas – Luci: Andrei Hajdinjak – Video: Jania Glogovac
Durata: 60’ circa senza intervallo
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