VEDI ANCHE |
|||||||||||||||||||||||||
Fuori Concorso "Real Time" di Randall ColeIn tempo realedi Nicola Cupperi Andy è, senza eccessivi e inutili giri di parole, un gran sfigato. Un paranoico ossessivo, un giocatore d’azzardo compulsivo, uno sbruffone che va in giro a dare aria alla bocca scavandosi con le sue stesse mani la fossa. Indebitato di 68mila dollari con un malvivente locale, Andy è stato condannato a morte; a occuparsi dello smaltimento rifiuti è stato chiamato il placido e saggio Reuben, vecchia conoscenza di Andy.
Reuben si organizza in modo molto particolare per essere un sicario della mala: concede ad Andy un’ora e mezza scarsa per sistemare tutto quello che deve sistemare prima di fronteggiare l’inevitabile esecuzione. Anzi, Reuben, con insospettabili doti maieutiche degne del miglior tutore, tenta di convincere Andy a ripulire con un colpo di spugna la sua scalcagnata vita da delinquente di mezza tacca in modo tale da raggiungere la consapevolezza necessaria da arrivare nell’aldilà con una certa pace interiore. Di contro Andy, che di queste cose se ne sbatte altamente, fa di tutto per sfuggire all’attenta guardia dell’amico/guida spirituale/boia, anche se le parole di Reuben sembrano toccarlo in un qualche remoto e inaccessibile angolo della sua sporchissima coscienza. Tra una litigata e l’altra, la maggior parte dell’ora e mezza concessa a Andy viene spesa tra la macchina di Reuben, dove si disquisisce sui valori della vita, e un’ultima visita a casa della beneamata e derubata nonna del condannato. L’ora è giunta, il miglio verde è stato percorso ed Andy, seppur parzialmente redento, non nutre più nessuna speranza di potersela cavare a buon mercato come gli è sempre capitato. Finale a sorpresa d’obbligo. Il canadese Randall Cole ritorna dietro la macchina da presa dopo ben sei anni dal suo lungometraggio d’esordio, Months del 2002, con una seconda, ottima regia. La pellicola è nata, secondo le parole dello stesso regista, per la volontà di esplorare il concetto di tempo reale; di conseguenza il risultato è una storia che si sviluppa, più o meno secondo per secondo, sotto i nostri occhi. L’ultima, ipotetica, ora e ventinove di vita di Andy corrisponde in tutto e per tutto, esclusa una breve introduzione, alla nostra storia. Non c’è niente di nuovo in tutto questo, ma il fatto di avere deciso, ancor prima di avere in mano il soggetto, la struttura del film rende interessante l’operazione perchè, ovviamente, l’ideazione del plot e la stesura della sceneggiatura (e in parte, probabilmente, anche la regia e l’organizzazione delle riprese) si saranno rivelate degli esercizi di contorsionismo creativo tesi da una parte a rispettare i limiti imposti dalla struttura del tempo reale, dall’altra a mantenersi fattibili in fase di produzione e appetibili nei confronti di un pubblico il più ampio possibile. Espletate le fatiche di scrittura, in seguito il lavoro di Cole si è concentrato sul trovare due interpreti in grado di sostenere un film estremamente verboso. La scelta è caduta sugli ottimi Randy Quaid e Jay Baruchel (che ha partecipato ultimamente alla folle avventura di Tropic Thunder) nei panni rispettivamente del tranquillamente letale Reuben e del nervoso e simpaticamente odioso Andy. L’accoppiata brillante funziona, grazie anche all’ottima sceneggiatura, e rende gli ottanta minuti scarsi del film estremamente piacevoli. L’aggiunta del finale con morale non disturba più di tanto, e anzi appare logicamente giustificata all’interno dell’evoluzione dei due personaggi e del loro rapporto. Gli unici piccoli difetti riscontrabili in quest’ottimo, piccolo prodotto (assolutamente meritevole, per altro, di una degna distribuzione) riguardano qualche lacuna in fase di montaggio, che non sembra in grado di seguire in maniera abbastanza accurata e armonica l’incessante ritmo imposto dalla sceneggiatura e dalla recitazione. Ma, come detto, un solo piccolo dettaglio non può assolutamente rovinare il piacere della visione. 2008, Canada Digital Betacam, 77’, col. regia, soggetto, sceneggiatura/director, story, screenplay Randall Cole fotografia/cinematography Rudolf Blahacek montaggio/film editing Gareth Scales, Michael Pacek scenografia/production design Rupert Lazarus costumi/costume design Alex Kavanagh musica/music Jim Guthrie suono/sound Hervig Gayer interpreti e personaggi/cast and characters Randy Quaid (Reuben), Jay Baruchel (Andy Hayes), Jayne Eastwood (la nonna/Grandma), Ella Chan (Kwan) produttori/producers Julia Rosenberg, Paula Devonshire, Ari Lantos produzione/production Serendipity Point Films, January Films Ltd., Devonshire Productions Inc., APB Pictures vendita all’estero/world sales Maximum Films International
|
|||||||||||||||||||||||||
Applicazione SPIP | Web design HCE s.r.l. |
Registrazione al Tribunale di Venezia n.1491 del 24-09-2004 | Disclaimer | 2012 Creative Commons |





