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Venezia 67. Orizzonti "Reconstructing Faith" di Wenhai HuangAttorno alla pagodadi Marco Bellano Già segnalato nella sezione Orizzonti scorsa edizione della Mostra del Cinema con il suo Women (Noi), il regista cinese Wenhai Huang torna a Venezia con un documentario dallo sguardo sobrio e attento, dedicato alla ricostruzione di un santuario buddista da parte di una comunità di volontari nella città di Yueyang.
La storia del santuario di Yueyang ha inizio nel 2006, quando la sacerdotessa Guo, residente nel Tempio della Foresta di Bambù Viola, invita alla ristrutturazione del santuario e soprattutto alla costruzione di una stupa, una pagoda destinata a custodire delle reliquie attribuite allo stesso Budda. Stilisticamente, non si può dire che Xifang qu ci bu yuan (questo il titolo originale) tenti un approccio particolarmente originale. La tecnica documentaristica è anzi delle più convenzionali, scegliendo di affidare il racconto della ricostruzione a testimonianze dirette delle persone coinvolte nell’avvenimento, mentre la contestualizzazione temporale è garantita dall’uso, in ordine cronologico, da riprese effettuate durante le varie fasi di costruzione dell’edificio sacro, infine terminato nel 2009. Ma la convenzionalità della forma è tuttavia funzionale alla comunicazione della religiosità semplice ma profonda della comunità oggetto del film. Scegliendo di seguire in particolar modo le opere di volontariato dell’associazione civica chiamata "I lettori di sutra", il regista si accosta alla spiritualità raccolta attorno all’opera di costruzione con discrezione e semplicità. Le parole dei volontari, dei sacerdoti e delle persone comuni, che riferiscono del loro rapporto con il credo buddista ma soprattutto con i riti che contrassegnano le fasi più importanti della vita, sono sempre colte nel quadro di una quotidianità operosa e sincera, restituita evitando artificiosità o facili retoriche -nonostante il regista abbia indugiato, nel suo racconto, su celebrazioni comunitarie particolarmente delicate, quali quelle dedicate ai riti funebri. Sta proprio dunque nella discrezione, nella capacità di dissimulare l’invadenza che il dispositivo cinematografico porta inevitabilmente con sé, che risiede il maggiore motivo d’interesse di questo film, al di là, naturalmente, al suo valore di documentazione storica ed etnografica. Reconstructing Faith Regia: Wenhai Huang Cina 2010 78’
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