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Lo Stato delle Cose "Religiolus - Vedere per credere" di Larry CharlesMostruosamente ridicolodi Nicola Cupperi Bill Maher è un comico statunitense, e lo è diventato superando l’handicap di essere solo mezzo ebreo. Cresciuto in una famiglia religiosa, ma praticante solo fino a un certo periodo della sua adolescenza, col passare degli anni e con l’arrivo della maturazione Bill si è reso conto del seguente fatto: le religioni - o meglio, il concetto stesso di religione - è un’incredibile truffa, è quanto di più falso, ma anche deleterio, l’uomo sia riuscito a creare.
Partendo da questo presupposto, Maher si è fatto coinvolgere dal regista Larry Charles (lo stesso di Borat: studio culturale sull’America a beneficio della gloriosa nazione del Kazakistan) e ha intrapreso un viaggio in giro per il mondo (mantenendo come base logistica gli Stati Uniti, di per sè fonte infinita di bigottismo religioso e quindi, usando un paradosso, manna dal cielo per Maher e Charles) con lo scopo di dare un senso concreto al neologismo scelto come titolo: Religulous, fusione a freddo delle due parole inglesi religious e ridiculous. Le religione, quindi, il concetto di religione viene attaccato con enfasi da Bill Maher, il quale si propone un unico e importante scopo, ovvero quello di riuscire a far comprendere quanto sia importante liberarsi della certezza e abbracciare il dubbio, non adagiarsi su una comoda verità ma affrontare il duro assioma che recita che niente è certo. Bill Maher quindi prende a vagare per tutto il mondo, telecamera appresso, nel tentativo di mostrare e dimostrare il ridicolo insito nei tre dogmi religiosi monoteisti principali, ma di certo non si tira indietro di fronte a ottime assistenze fornite da qualche esagitato protagonista di strambi movimenti settari; si passa quindi dalle frange più estermiste del cristianesimo americano - un ex omosessuale redento, sposato a un’ex lesbica redenta, che ha fondato un’agenzia per convincere i gay a passare dalla parte giusta della barricata; un senatore degli Stati Uniti convinto sostenitore dell’inattendibilità della teoria sull’evoluzionismo e del fatto che i politici americani non debbano essere obbligati a passare dei test di intelligenza; il fondatore del museo di storia naturale biblica e cristiana, nato per insegnare a tutti i credenti la vera storia dell’uomo secondo quanto scritto sui testi sacri; un parco divertimenti a tema cristiano in Florida dove è stata ricostruita l’antica Gerusalemme e dove ogni giorno va in scena uno spettacolo sulla passione di Cristo - passando ovviamente al setaccio altri gruppi minori come ad esempio quello della Chiesa Mormone e quello di Scientology (appaiati in questa recensione, e nel film, a causa della comune credenza dell’origine aliena degli esseri umani). Bill Maher, ahiloro, tocca in sorte anche al giudaismo e all’islamismo; così si vola a Gerusalemme per dare un’occhiata a un negozio di strambi aggeggi tecnologici utili ad aggirare le imposizioni sul riposo assoluto dello Shabbat senza però violare alcuna regola. Il discorso sul’islamismo, a rigor di logica, dovrebbere essere circuito con un po’ più di tatto; ma il comico si dimostra decisamente democratico nelle sue sferzate e, anzi, rincara la dose per quanto riguarda il discorso sui seguaci di Maometto, tendendo a stereotipare e fare di tutta l’erba un fascio. Discorso a parte meritano i veri e propri truffatori e millantatori. In questo caso, e se per alcuni potrà sembrare una pecca altri invece lo troveranno in linea con la filosofia del film, il gruppo di autori che sta dietro alla pellicola ha deciso di non ritagliare uno spazio particolare per parlare di questi personaggi, in modo da isolanrli dal contesto e dissociarli quindi dal discorso religioso in generale; in questo modo, ed è una scelta in tutto e per tutto poetica, si decide di non discriminare i diversi livelli di responsabilità, lanciando di conseguenza un forte segnale. Nell’ambito dei ciarlatani si va dal discendente ufficiale di Gesù Cristo, un portoricano che vanta più di 100 mila seguaci, fino a un reverendo che predica la santità del vangelo prima di sponsorizzare il DVD di educazione religiosa da lui prodotto. Certamente non manca lo spazio dovuto a chi, all’interno del mondo della religione, agisce con coscienza, intelligenza e razionalità riuscendo a mantenere intatta la propria fede. Questo spazio è occupato da un monsignore americano stanziato in Vaticano, che da anni si preoccupa di monitorare la ricerca scientifica; dalla sua bocca giungono parole di conforto sull’inattendibilità scientifica della Bibbia e sull’effettiva veridicità delle teorie neo-evoluzionistiche, confermata anche da Papa Giovani Paolo II. Maher e Charles, in sostanza, danno vita a un buon prodotto, a un film vivo, divertente, insinuante, che sferza con ironia e intelligenza. A livello registico il ritmo del film è affidato da un lato dalla verve comica di Maher, dall’altro a un saggio uso di un montaggio alternato che va ad accostare ai materiali audiovisivi originali immagini di repertorio stridenti che creano un’ilarità istantanea e dissacrante. C’è da dire che Religulous non si avvicina nemmeno lontanamente, o meglio non ha il benchè minimo interesse nell’essere un reportage giornalistico accettabile e averne quindi l’autorità e la valenza. Assomiglia in maniera maggiore a un’operazione come quella di Borat ed è possibili che susciti, al momento della sua distribuzione italiana, gli stessi accesi dibattiti. La causa principale di questa presa di posizione così decisa è che, con molta probabilità, il film rischia di rimanere un mero divertissment dedicato esclusivamente a quel bacino d’utenza che già è convinto delle idee sviluppate nella pellicola. Titolo originale: Religulous Nazione: U.S.A. Anno: 2008 Genere: Documentario Durata: 101’ Regia: Larry Charles Sito ufficiale: www.lionsgate.com/religulous Cast: Bill Maher, Jose Luis De Jesus Miranda, Andrew Newberg, Steve Berg Produzione: Thousand Words Distribuzione: Eagle Pictures Data di uscita: 13 Febbraio 2009 (cinema)
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