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Renato De Maria, Riccardo Scamarcio e Giovanna Mezzogiorno presentano "La Prima Linea"Uno sguardo sull’altro terrorismodi Chiara Giacobelli Quando in Italia si parla di terrorismo si è soliti pensare subito ad Aldo Moro e a Piazza Fontana, alla strage di Bologna, alle Brigate Rosse, ai Fascisti, a Falcone e Borsellino. Ma il terrorismo non fu solo questo: dietro, ai lati, meno eclatanti ma non meno significative, si snodarono per anni altre organizzazioni più o meno grandi che colpirono a volte nell’ombra. Organizzazioni poco conosciute, in quanto frange secondarie di movimenti ben più visibili, che tuttavia impugnarono ugualmente le armi, fecero morti e scelsero l’estremismo per rincorrere l’ideologia.
Una di queste organizzazioni fu “La Prima Linea”, quella che il regista Renato De Maria, assolutamente consapevole del terreno sdrucciolevole in cui si è mosso, ha scelto di raccontare ispirandosi al libro Miccia corta di Sergio Segio, condannato a 30 anni per l’omicidio del giudice Alessandrini.
E’ da questo faccia a faccia con la realtà, giunto per Sergio e Susanna troppo tardi, che si parte per ripercorrere la storia dei due protagonisti, coinvolti in una relazione amorosa che è solo una minima parte delle “cose vissute a metà” da chi, come loro, ha scelto l’ideologia al posto della vita.
Si tratta di un momento chiave nella vita dei protagonisti, dal quale Sergio spera, invano, di poter ripartire, ricominciando daccapo. Ma dimentica forse che ciò che è stato, i morti lasciati per strada, non si possono più cancellare.
E’ proprio ai fatti che guarda De Maria quando racconta la storia della Prima Linea. Al regista interessa essere il più possibile coerente, facendo emergere innanzitutto il distacco vissuto dai protagonisti nei confronti della vita. Essi finiscono infatti in poco tempo per perdere non solo il contatto con la realtà, ma anche il consenso popolare che all’inizio li appoggiava. E proprio questo distacco ideologico è ciò che meglio sono riusciti a riversare sullo schermo Giovanna Mezzogiorno e Riccardo Scamarcio, entrambi promossi nella propria, difficile, interpretazione. Una storia difficile da raccontare, un terreno ambiguo e un vespaio di polemiche mosse da ogni dove: considerando il contesto in cui si è mosso, il tentativo di Renato De Maria ne esce senza dubbio come un’ottima prova cinematografica, nelle sale dal 20 novembre. Foto a cura di Chiara Giacobelli Copyright © NonSoloCinema.com - Chiara Giacobelli
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