“Ricatto” di Alfred Hitchcock

Brividi e suspence per Il Cinema Ritrovato 2008

Questa sera Il Cinema Ritrovato riscopre, insieme al suo affezionato pubblico, un classico della filmografia hitchcockiana: Blackmail (Ricatto, 1929). In anteprima mondiale l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna, diretta da Timothy Brock, eseguirà l’accompagnamento dal vivo della pellicola, sulle note della partitura composta da Neil Brand. Le stelle del cinema degli anni Venti per una notte torneranno a brillare, regalandoci l’emozione di un evento imperdibile.

Gli anni Venti sono gli anni dell’incontro tra Hitchcock e il cinema, gli anni in cui egli costruisce la propria identità d’autore e il suo inconfondibile tocco registico. Nelle pellicole del “periodo inglese” egli individua già temi e poetiche che caratterizzeranno la più matura produzione hollywoodiana: dietro le convenzioni del giallo e della detection, l’eterno scontro dialettico tra l’innocenza e la colpa, tra amore e morte. Non solo. Nei suoi primissimi lavori Hithcock svela già l’amore per il dettaglio, per gli oggetti inanimati che divengono simbolo del dispiegarsi delle passioni umane. Oggetti che, oltre a caricarsi di una complessa trama di significati simbolici, svolgono un vero e proprio ruolo drammatico e funzionale allo sviluppo dell’universo diegetico, ma soprattutto alla sottile costruzione della suspence narrativa. L’eloquenza e la pregnanza dell’immagine – affidate ad ogni elemento della messa in scena del film – permangono infatti, nel cinema hitchcockiano, anche dopo l’acquisizione del sonoro.

La pellicola che verrà presentata questa sera in occasione de Il Cinema Ritrovato gode, all’interno della filmografia hitchcockiana, di una sorprendente particolarità: l’esistenza di due versioni, una muta ed una sonora. Non è raro che all’origine del rifacimento di un film vi siano ragioni di ordine tecnologico. Ciò accadde, in particolare, nella difficile fase di transizione dal muto al sonoro. In pochi anni, infatti, il cinema vide mutare i propri mezzi espressivi e, di conseguenza, anche i gusti e le aspettative del pubblico.
E’ il 1928 quando Hitchcock inizia a girare Blackmail: in quella fase era già possibile realizzare pellicole sonore, tuttavia pochissime erano le sale cinematografiche in grado di proiettarle. Hitchcock, pertanto, concepì sin dall’inizio la struttura del suo film in previsione di una successiva post-sincronizzazione, regalando così a Blackmail una doppia anima. Pur essendo le due versioni quasi identiche dal punto di vista delle immagini, l’effetto drammatico risulta dunque sensibilmente diverso grazie all’introduzione di dialoghi e suoni in molte scene, alcune delle quali furono girate ex novo dal regista di Leytonstone.

Un confronto tra le due permette di evidenziare alcune geniali trovate che testimoniano l’abilità di Hitchcock nel piegare anche questa nuova tecnologia – il sonoro – ai fini di un linguaggio specificamente “cinematografico”, in grado di rendere quell’enfasi “puramente visiva” inseguita in maniera programmatica sin dalle opere del periodo inglese. Tra queste vi è quella in cui il pittore, dopo aver condotto la giovane Alice nel suo studio, invece di aggredire subito l’ingenua protagonista (come nella precedente versione muta), canticchia al pianoforte. Il motivetto è tutt’altro che mero accompagnamento musicale: nota dopo nota, l’eccitazione dell’uomo cresce, generando un’atmosfera di tensione e di attesa nello spettatore. Un’altra efficace trovata fu quella di collegare il grido di Alice – che si imbatte in un barbone riverso a terra, nella stessa posizione dell’uomo da lei appena assassinato – con l’urlo della donna che scopre il corpo della vittima (il pittore).

Geniale, inoltre, l’idea di distorcere il trillo del campanello quando il ricattatore entra in casa della donna: il modo in cui il suono viene rallentato e prolungato ha un che di minaccioso e sembra presagire un destino funesto per la protagonista. Altra scena chiave, infine, è quella che si svolge al mattino in casa di Alice, una scena definita da Spoto tra le più discusse nella storia del cinema sonoro dei primordi. Una donna riferisce ai genitori di Alice del terribile omicidio avvenuto nella notte, ma le sue parole suonano distorte, confuse. Una sola le sovrasta tutte chiaramente: la parola “coltello” (l’ossessione verso il dettaglio viene così tradotta anche in termini sonori…). E’ il 1929: mentre la critica si schierava pubblicamente contro l’introduzione di una nuova tecnologia ritenuta nefasta per il futuro del cinema, Hitchcock sperimentava già l’uso soggettivo del sonoro, attribuendogli un potere immaginifico impensabile per quei tempi.

TITOLO ORIGINALE: Blackmail
NAZIONE: Gran Bretagna
ANNO: 1929
GENERE: Thriller, Dramma

DURATA: 75 minuti
REGIA: Alfred Hitchcock
CAST: Anny Ondra, Sara Allgood, Charles Paton, John Longden, Donald Calthrop, Cyril Ritchard, Hannah Jones.
DATA DI USCITA: 6 ottobre 1929