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"Rischio a due" di D. J. CarusoL’ultima scommessadi Giacomo Sebastiano Pistolato Brandon (Matthew McConaughey), fin da piccolo, è stato un atleta spinto al massimo dalle ambizioni di un padre incontentabile che, deluso, lo ha abbandonato. Dopo un fatale infortunio al ginocchio durante la partita di football che avrebbe potuto dargli la notorietà, Brandon tira a campare registrando messaggi telefonici con indicazioni per gli scommettitori su eventi sportivi, nella vana attesa di tornare a calcare i campi da gioco. Il ragazzo sembra conoscere così bene lo sport che azzecca i risultati nell’ottanta percento dei casi. Se ne accorge Walter (Al Pacino), boss newyorchese di un’agenzia che “dispensa” dritte sui vincenti, che lo ingaggia per creare attorno al lui un impero sfruttando la credulità e la debolezza dei giocatori d’azzardo. Brandon – cambiato il nome e la sua personalità per diventare un personaggio-icona più accattivante – diventerà l’uomo da un milione di dollari, spavaldo e risoluto, finché qualcosa non andrà storto...
Il gioco, il rischio, quell’inebriante sensazione che coniuga impotenza e onnipotenza, che fa sentire vivi, che toglie il fiato, che rovina famiglie. Le scommesse sportive, e le sue innumerevoli degenerazioni criminali, sono un “vizietto” diffuso in America (nonostante siano illegali nella quasi totalità degli stati, non è illegale fornire indicazioni telefoniche agli scommettitori in cambio di una percentuale sulle vincite). Il giro d’affari è di diversi miliardi di dollari, incide sulla società ed è fonte inesauribile di soggetti cinematografici. Ma tra le inesperte mani del regista televisivo D. J. Caruso (Dark Angel e Smallville), un possibile affresco di un mondo cinico, “legalmente” sommerso ma tacitamente accettato, come quello delle scommesse sportive, diventa un’ordinaria storia di ascesa e caduta condita con qualche moralistica frecciatina verso la distruttività del gioco d’azzardo e la fuggevole caducità del successo. Il giovane rampante in corsa per accaparrarsi l’ultima briciola di sogno americano (che strizza anacronisticamente un po’ l’occhio da una parte al broker in carriera nel Wall Street di Stone e dall’altra alla schizofrenia dello yuppie protagonista del romanzo di Bret Easton Ellis – e dell’omonimo film – American Psycho), traviato dalle follie di grandezza di un mentore-padre un po’ avido, un po’ malato, un po’ affettuoso e un po’ pazzo, ricalca uno schema troppo usuale per essere veramente incisivo. Nonostante il carisma di un istrionico e costantemente sopra le righe Al Pacino – ultimamente sempre al di sopra dei film che interpreta – l’hollywoodiana struttura in tre atti non riesce a stuzzicare le corde dell’emotività, lasciando lo spettatore nelle mani di un finale telefonato e consolatorio. La dipendenza dal gioco, l’affannosa ricerca di qualcosa di più eccitante, la latente e subconscia volontà di autodistruzione e la descrizione di una società che campa sulle debolezze altrui sono temi affrontati solo superficialmente in Rischio a due e ai quali vengono preferiti i più semplici e schematici rapporti vagamente filiali di Brandon nei confronti di Walter, l’illusione di un potere e di un successo che inevitabilmente non sono destinati a durare e l’amaro, ma sempre soddisfacente, ritorno allo status quo. E per un film sul venefico richiamo ad abbandonarsi alla sorte, sull’incapacità di resistere al caso (e alle sue conseguenze), non puntare alto e forte sembra un rischio troppo calcolato. Titolo originale: Two for the money Nazione: U.S.A. Anno: 2005 Genere: Thriller Durata: 122’ Regia: D.J. Caruso Sito ufficiale: www.twoforthemoney.net Cast: Al Pacino, Matthew McConaughey, Rene Russo, Armand Assante, Jeremy Piven, Jaime King Produzione: Jay Cohen, David C. Robinson, James G. Robinson Distribuzione: Universal Pictures Data di uscita: 28 Aprile 2006
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