“Ritratto di donna in cremisi” di Simona Ahrnstedt

Il nuovo romanzo di Simona Ahrnstedt

Lavorando come giornalista per la rubrica letteraria di questa rivista ed essendo io stessa una scrittrice, la mole di libri che leggo – tra classici e ultime uscite – non si conta.

Tuttavia, nonostante io ne apprezzi ed ami parecchi, mi capita davvero raramente (quasi mai direi) di aprire la prima pagina di un libro e di non riuscire più a smettere di leggere, tanto da passare completamente la notte in bianco. E ancora più di rado mi capita di pensare: “Ecco, questo è esattamente il libro che avrei voluto scrivere io”.

Ritratto di donna in cremisi è proprio questo caso. Sarà che sono un’inguaribile romantica, sarà che tra anime passionali ci capiamo, fatto sta che lo considero senza dubbio il libro più bello da me letto negli ultimi – almeno – due anni.

Lui, Seth Hammerstaal, è il classico eroe romantico alla Darcy e alla Heathcliff, di cui ci si innamora perdutamente al primo sguardo: inquieto, un po’ rude, ermetico, protettivo, inaspettatamente dolce; un selfmade man dal cuore tenero nonostante le apparenze e, soprattutto, una carica di virilità che buca le pagine.

Lei, Beatrice Lowenstrom, è invece la tipica fanciulla benestante ribelle, in lotta contro le consuetudini di un mondo borghese che le sta irrimediabilmente stretto; un’anima sensuale, frizzante, con una personalità forte e piccante.
Insomma, due outsider di fuoco che incrociano le proprie strade in una fredda e romantica Stoccolma del 1880.

E così, dopo aver chiuso l’ultima pagina con il cuore in gola e l’intera me stessa in subbuglio, non ho potuto fare a meno di mettermi in contatto con l’autrice di questo libro meraviglioso edito da Sperling & Kupfer: la svedese Simona Ahrnstedt. All’inizio soltanto con l’idea di farle i complimenti, da scrittrice a scrittrice. Ma lei è stata così gentile e disponibile che alla fine ci è scappata persino una piccola intervista.

Simona, puoi raccontarci qualcosa di questa bellissima storia d’amore? Come è nata l’idea, da dove sei partita?

S.A.: In passato ho letto moltissimi romanzi (soprattutto inglesi e americani), il che mi ha portato a capire che avrei voluto scrivere io stessa un romanzo, ma ambientato in Svezia. Infatti io amo Stoccolma, la Svezia e la storia svedese. Volevo una storia con un eroe forte, un selfmade man, e un’eroina altrettanto forte in grado di tenergli testa. Mi piaceva anche l’idea che entrambi fossero degli outsider, seppur in modo diverso. Ovviamente anime gemelle.

Questo è probabilmente il primo romanzo del genere “Romance” ad apparire in Svezia.

S.A.: Sì, penso che le donne svedesi avessero voglia di leggere un buon romanzo di questo genere, anche se molte avevano dei pregiudizi al riguardo, come se le storie romantiche debbano per forza essere scritte male o sembrare datate. Spero che il mio libro aiuti a distruggere alcuni dei pregiudizi legati al genere “Romance”. Ritratto di donna in cremisi ha avuto parecchio successo in Svezia.

Quali libri e personaggi hanno influenzato la tua storia e i tuoi protagonisti?

S.A.: Penso che i miei personaggi siano una combinazione degli eroi e delle eroine che ho sempre amato sin da piccola: Jane Eyre e Rochester, Miss Bennet e Darcy ecc. E poi spero che ci sia anche qualcosa di solo mio in essi. Volevo creare dei personaggi nordici e ho trovato molta ispirazione nella storia, nella letteratura e nella pittura del XIX secolo svedese. Seth e Beatrice sono il mio sogno personale privato che diventa realtà. Devo ammettere di essere parecchio innamorata di entrambi.

Quali sono le tue autrici preferite?

S.A.: Eloisa James, Elizabeth Hoyt, Joanna Bourne, Mary Balogh, solo per dirne alcune. E poi ovviamente Jane Austen and Charlotte Bronte.

Quanto c’è di te in Beatrice e nella sua passionalità così coinvolgente?

S.A.: Penso che ci sia una parte di me che è molto romantica. Il libro racconta una storia inventata al cento per cento, anche se io mi identifico nella solitudine e vulnerabilità di Beatrice, ed anche nella sua forza e onestà. Sono però allo stesso tempo una persona molto realista e pragmatica. Lavoro come psicologa e so bene che il vero amore richiede tanto impegno. Comunque sì, una parte di me continua ad essere irrimediabilmente romantica!

Come sei riuscita a calarti così bene in un’epoca diversa dalla nostra?

S.A.: Ho riversato nella letteratura, in questa storia in particolare, centinaia di ore di ricerca. Ho letto libri, visitato musei, biblioteche e archivi. Ho intervistato esperti e ho visitato castelli, come pure gli altri luoghi che troverete nel libro. Ancora adesso ogni tanto passeggio nel centro storico di Stoccolma e immagino come potrebbe essere stata nel XIX secolo. Mi piacerebbe tantissimo tornare indietro nel tempo per scoprirlo.

Puoi anticiparci qualcosa della nuova storia che stai scrivendo?

S.A.: Il mio secondo libro uscirà probabilmente ad agosto in Svezia ed è strettamente legato a “Rirtratto di donna in cremisi”. Infatti racconta la storia del primo proprietario del castello acquistato da Seth ed è ambientato nella Svezia medievale del 1349. Ancora una volta, una storia d’amore, ma in questo caso tra un ardente cavaliere e la figlia di un nobile. Spero che sarà altrettanto appassionata, dolce e romantica.

Simona Ahrnstedt, Ritratto di donna in cremisi, Sperling & Kupfer, 2011, pp. 448, 19,90 euro.

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Chiara Giacobelli è una scrittrice e giornalista nata nel 1983. Si è laureata a pieni voti in Scienze della Comunicazione e poi Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. E' iscritta all'Ordine dei Giornalisti dal 2006 e ha pubblicato undici libri, tra cui il pluri-premiato saggio biografico "Furio Scarpelli. Il cinema viene dopo" realizzato insieme ad Alessio Accardo di Sky Cinema e al critico Federico Govoni. Nel 2016 è uscito il suo romanzo d'esordio "Un disastro chiamato amore" edito da Leggereditore del gruppo Fanucci. Come giornalista collabora anche con il gruppo Cairo Editore (Bell'Italia e In Viaggio), Affari Italiani, Luxgallery, oltre a tenere un blog culturale sull'Huffington Post. Il suo sito è www.chiaragiacobelli.com, oppure potete seguirla tramite Facebook, LinkedIn e Twitter.