Ritual Body/Political Body

La seconda edizione della Venice International Performance Art Week

Sabato 20 dicembre serata conclusiva. Concerto Proyecto Líquido. Fear in Mexico City curato da Jessica Berlanga Taylor per Fundacion Alumnos47. Omar Córdova, Adrián López e Alonso López suoneranno strumenti davvero speciali: Imagine di Pedro Reyes, sculture create assemblando armi sequestrate ai narcotrafficanti, a dimostrazione che l’arte trasforma tutto ciò che tocca.

La performance è un’azione, può essere individuale o collettiva, affrontare questioni pubbliche o private, può scandalizzare e emozionare, utilizzare corpi, oggetti e spazi, essere lungamente documentata o impressa nella memoria di un attimo. Una performance può essere tutto questo e anche di più. La seconda edizione della Venice International Performance Art Week adotta una forma dell’agire che coinvolge il pubblico in una riflessione sociale. La manifestazione curata dal duo VestAndPage, gli artisti Andrea Pagnes e Verena Stenke, si intitola Ritual Body/Political Body ed effettivamente attraversando le stanze di Palazzo Mora sembra di partecipare a un rito collettivo. Probabilmente perché queste performances parlano di noi, dell’individuo e della società contemporanea dimostrando di essere volutamente legate al tempo presente.

L’evento si divide in due parti: l’area performativa dove si alternano le azioni di artisti internazionali e l’area espositiva che documenta alcune performances a partire dagli inizi negli anni Sessanta, momento in cui si percepiva maggiormente l’appartenenza a una comunità. Questa sezione presenta i progetti di Beuys, i Public Poems di Alain Arias Misson, i video di Acconci e Paul Wong, le azioni di Ulay e Gina Pane… per arrivare fino ai giorni nostri con l’affascinante e inquietante Transfiguration di Olivier de Sagazan.

L’esposizione avvolge ogni piano di Palazzo Mora con suoni, gesti, voci modificando la percezione del luogo in base all’evento che ospita. Davvero suggestivo l’allestimento dell’ultimo piano che invita lo spettatore a scoprire lo spazio come opera d’arte.
Il visitatore torna nel corso della settimana attirato dalle diverse performances, dalla disponibilità degli artisti a dialogare e dal clima di interesse e curiosità collettiva.

Le performances serali cambiano quotidianamente, mentre le pomeridiane si ripetono. Gli argomenti trattati sono i più disparati, ma tutti intimamente connessi tra loro nel favorire un dialogo tra pratica artistica e quotidianità. Ecco quindi che le azioni al primo piano invitano a pungenti riflessioni sul corpo della donna (Bean), sulla fragilità dell’essere umano (Alice Vogler), raccontano il lento percorso di sedimentazione del dolore, ravvivano il ricordo tramite il gesto amorevole di un massaggio (Julie Vulcan) e denunciano la tragica scomparsa di giovani in Messico (Melissa Garcia Aguirre).

L’istante in cui la performance si realizza emana un’energia che cattura lo spettatore rendendolo parte dell’evento, l’attimo dello svolgersi dell’arte nel tempo e nello spazio riguarda tutti noi.

Venice International Performance Art Week
13-20 dicembre 2014
Palazzo Mora – Strada Nova, Cannaregio – Venezia
Info e programma: www.veniceperformanceart.org