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"Riunione di famiglia - Festen: il lato comico" di Thomas VinterbergFesten: il lato deludentedi Lavinia Bassani Il pluripremiato regista di Festen Thomas Vinterberg, torna dietro la macchina da presa per realizzare una sorta di “remake” in chiave comica di quello che nel lontano 1998 era stato un vero e proprio successo mondiale. Sfortunatamente non si può dire lo stesso di questo suo ultimo lavoro, Riunione di famiglia, apparso di recente all’ultimo Festival del Cinema di Roma 2008.
In una piccola cittadina danese fervono i preparativi per festeggiare i 750 anni della nascita della città. Per un’ occasione così importante, un famoso cantante d’opera, Karl Kristian Shmidt decide di far ritorno a casa. Nell’albergo dove viene ospitato lavora come cuoco un giovane ragazzo, Sebastian, il quale, sul punto di convolare a nozze con la sua fidanzata Claudia, d’improvviso si scopre follemente innamorato di Maria, un’amica d’infanzia riemersa dal passato; ed è qui che cominciano tutta la serie di equivoci i cui legami costituiscono la tela non più di tanto intricata di Riunione di famiglia. La commedia di norma segue uno schema, per così dire, tradizionale che prevede una situazione di partenza, nella quale vige un sostanziale equilibrio tra i personaggi e l’ambiente, rotto da un fattore di scompiglio che il protagonista riesce tuttavia a rimuovere raggiungendo infine l’obiettivo che si era proposto di ottenere, quindi si arriva ad un esito positivo. Riunione di famiglia è un po’ tutto questo. Una trama fin troppo chiara e delineata che propone a tratti i tanti equivoci e gaffe che dovrebbero dare quel tocco di comicità tipico del genere in questione. Sarà per la storia dai risvolti a dir poco surreali o più per un’ironia dal gusto prettamente scandinavo ma quest’ultima pellicola di Vinterberg non riesce completamente nei suoi intenti. La storia si evolve non armonicamente, sorretta da dialoghi che risultano forzati e poco verosimili, tutto ciò a discapito del ritmo generale che si contraddistingue per la sua paradossale monotonia, del tutto imprevista se si pensa ad una commedia che in fondo dura solo un’ora e mezza. Eppure Vinterberg aveva espresso la volontà di dare un taglio vivace al suo film, con una particolare cura nel rappresentare numerose scene che riprendono sterminati campi di grano e belle donne nordiche. Un desiderio di calore che egli sente di dover esternare per rifuggire e liberarsi della grigia e razionale vita danese. Tuttavia questo ardore, questa passione, si riducono ad una membrana così sottile e così trasparente da non rendersi visibile o tangibile da chi osserva il tutto. E’ un film nel quale sono evidenti le intenzioni ma totalmente assenti i risultati; ovvero di riuscire a far trapelare dalle vicende una chiave comica che, da parte sua, Vinterberg crede probabilmente di esser riuscito a esprimere, e che lo spettatore si aspetta coerentemente di poter anche solo assaporare. Decisamente un’amara delusione. Il regista , che nel 1995 è stato uno dei fondatori assieme a Lars von Trier del movimento “Dogma 95” (il cui manifesto prescrive una sorta di voto di castità registica che consiste in una messa in scena essenziale e priva di qualsiasi artificio) ha conquistato con il primo Festen uno straordinario successo in tutto il mondo. Peccato non si possa augurare lo stesso a questa sua ultima opera che forse vivrà per un po’ grazie alla forte eco del suo alter ego in chiave drammatica per poi irrimediabilmente tornare ad essere, come è giusto che sia, uno dei tanti film di Thomas Vinterberg. Titolo originale: En Man kommer hem Nazione: Danimarca, Svezia Anno: 2008 Genere: Commedia Durata: 96’ Regia: Thomas Vinterberg Cast: Brigitte Christensen, Morten Grunwald, Ulla Henningsen, Paw Henriksen, Thomas Bo Larsen, Oliver Møller-Knauer, Karen-Lise Mynster, Helene Reingaard Neumann Produzione: Nimbus Film Productions Distribuzione: Teodora Film Data di uscita: Roma 2008 30 Aprile 2009 (cinema)
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