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Robert De Niro e Al Pacino presentano a Roma "Sfida senza regole"I due divi italoamericani di nuovo insieme al cinemadi Bruna Alasia Bob: “Il futuro arriva prima di quel che ci si aspetti”.
Al: “Sono un personaggio in cerca d’autore”. Nel film i segni del tempo sul viso dei due grandi attori risaltano in primo piano, eppure il loro carisma è intatto: i personaggi sembrano veri, non ci sono De Niro e Pacino, ma è il dramma che si fa realtà.
Sebbene lo abbiano già fatto in Heat di Vincent Hanna, tredici anni fa, vederli recitare in coppia e presentare il film è evento che richiama folle di giornalisti. Nella sala tutta marmo e velluti dell’hotel Hassler, sopra Trinità dei Monti, solo posti in piedi. Gli addetti stampa ricordano come il lungometraggio, distribuito dalla 01, arriverà nelle sale il 26 settembre. Trecento le copie. Poi ecco Al Pacino e Robert De Niro, il primo in nero, in abito scuro con maglietta a righe il secondo: desta stupore scoprire che l’autunno è arrivato anche per l’interprete del più bel film di rapina mai realizzato Quel pomeriggio di un giorno da cani e per il protagonista di Taxi driver e Toro scatenato. Ingrigiti dalla routine al servizio della celebrità, reali al limite della delusione, forse, per qualcuno. Ma l’appeal straordinario di un’esistenza sfruttata fino all’ultimo respiro li accompagna. Fioccano le domande sulla competitività insita nel lavorare insieme. Eravamo più competitivi da giovani – risponde un Al Pacino più saggio – il successo che arriva presto fa perdere il contatto con la realtà, crea insicurezza. La cosa un tempo aveva posto tra noi una distanza che si è colmata. Cosa avete imparato l’uno dall’altro sul piano professionale? Non credo di essere stato influenzato da Al nel modo di recitare – spiega De Niro – caso mai, in maniera più subliminale, dalla sua persona, dalla sua amicizia. Sono stato io a volerlo accanto. Pensavano a un personaggio più giovane, io invece ho proposto il suo nome. Una signora chiede a De Niro se è vero volesse votare alle comunali in Italia: lui nega, specificando come la nostra politica non gli interessi e soprattutto quella locale. Cosa può ancora dare a voi il cinema? "Interpretare Sfida senza regole è stato un modo per uscire dal mio giardino, per tre anni mi sono occupato solo di un progetto personale" afferma De Niro, mentre Al Pacino è più loquace del collega: "Mi sento un uomo di teatro prestato al cinema, un po’ come Orson Wells, con i dovuti distinguo… nel fare l’attore sono uno di quei personaggi in cerca d’autore di Luigi Pirandello. Aggiunge che è felice di ricevere il Marcaurelio d’oro al festival internazionale del film di Roma il 22 ottobre. Per il regista Jon Avnet, il cinema riflette la realtà e il suo è un film cupo come i nostri tempi: il pensiero non può che andare ai recenti crolli bancari, alle torri gemelle, ma per fortuna un thriller, col suo carico fantastico, resta evasione. "Il cinema è giovane, è energia, è tensione verso il futuro" incalza Al Pacino. "E il futuro arriva sempre prima di quel che ci aspettiamo ", continua un Robert De Niro che sorride enigmatico, con lo stesso disincanto che ha caratterizzato i suoi affascinanti personaggi.
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