“Roman e il suo cucciolo” di Reinaldo Povod

Roman sulla Casilina

Alessandro Gassman da qualche anno riesce a riscuotere vasti consensi sia da parte della critica più esigente che da parte del pubblico piu eterogeneo.
Il precedente lavoro, LA PAROLA AI GIURATI, aveva però il vantaggio di un tema “naturalmente” coinvolgente, al contrario la scelta di questo dramma iperrealista della off Broadway degli anni 80, “Cube and his teddy bear” di Reinaldo Povod, (interpretato a suo tempo da Robert De Niro) presentava già sulla carta alcune difficoltà di resa sui nostri palcoscenici.

Alessandro Gassman e lo scrittore Edoardo Erba, traduttore e adattore, hanno giustamente pensato di non riproporre la versione originale ambientata in un microcosmo di immigrati cubani e portoricani, ma di tentare la strada di un adattamento situato nella nostra società multirazziale contemporanea.

Ne esce uno spaccato di emarginazione abbastanza credibile dove il protagonista non è più un cubano riparato negli States ma un immigrato rumeno in Italia da vent’anni, ha un problematico rapporto con un figlio adolescente sradicato, ed è contornato da altri connazionali, da un amico meridionale e da balordi della periferia suburbana romana, con tutto il carico di degrado e di microcriminalità che ne consegue.

Ben attento a non scadere nel sentimentalismo (il testo, tra le durezze, ha dei tratti molto teneri) né nell’ovvietà dei riferimenti attuali, Alessandro Gassman riesce anche stavolta nel suo intento, grazie soprattutto all’opera di ri-strutturazione dei personaggi, al sapiente ricreare del loro “parlarsi addosso” con millimetrica precisione non solo linguistica e a un attentissimo gioco di scene e controscene, tecnico e insieme assai comunicativo, un po’ lo stesso stile che Gassman realizzo’ con la citata PAROLA AI GIURATI. Di quell’allestimento Gassman riprende l’ammiccamento al “cinema nel teatro”, fatto di espedienti scenici di spunti e di tecniche come l’ uso delle proiezioni, delle immagini, degli effetti, della colonna sonora, dei titoli di testa fino a quelli di coda, compreso un pannello finale contenente un “ messaggio” a dire il vero inutilmente didascalico.

Tali sovrastrutture stilistiche da film non facciano pensare, per carità, a scarsa fiducia nel teatro, perchè in realtà tutto è estremamente teatrale nello spettacolo, dai toni allo stile recitativo, a quella verità che solo l’attore in scena, dinanzi a un pubblico, in palcoscenico, può comunicare con efficacia.

Il cast è tutto eccellente e affiatato, ma è doveroso citare oltre all’ormai maturo protagonista un Manrico Gammarota in stato di grazia nel bel ruolo dell’amico meridionale, e il sempre impeccabile Sergio Meogrossi in una parte molto lontana dalla sua consueta fisicità.

Molto opportunamente, alla fine della première romana, Alessandro ha voluto ricordare il critico Franco Quadri recentissimamente scomparso, che tra i suoi innumerevoli meriti ha avuto anche quello di essere stato il primo, anni fa, a incoraggiarlo a continuare sulla strada della regia.

ROMAN E IL SUO CUCCIOLO
di Reinaldo Povod, traduzione e adattamento di Edoardo Erba
regia di Alessandro Gassman
co-produzione Teatro stabile del Veneto-Teatro stabile d’Abruzzo-Società per attori
durata 2 ore circa
Roma, teatro Quirino Gassman, fino al 17 aprile
www.teatroquirino.it