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"S’ARD" - I danzatori delle stelleSuggestioni dalla Sardegnadi Carola Minincleri Uno spettacolo che rievoca attraverso figure miiche e favolose il fascino per una terra che, per dirla con Giuseppe Dessì, è "un pezzo di luna"
S’ard. Sono i danzatori delle stelle, gli antichi abitanti della Sardegna, una terra di conquista dove nei secoli si sono stratificati, sedimentati e convivono nel costume elementi profondamente diversi, dove i riti magici pagani legati al fuoco, il mito della nascita dei nuraghi e la contaminazione con la tradizione romana e poi cristiana vengono rievocati così come emergono dalle pagine de “Il quinto passo è l’addio” e “Passavamo sulla terra leggeri” (ultimo romanzo di Sergio Atzeni, considerato il suo capolavoro), alla cui fusione lo spettacolo è ispirato. La lingua di Atzeni è rielaborata modernamente in un intersecarsi di sardo e italiano. Si tratta in pratica di uno spazio di contaminazione multimediale dagli esiti lirici e suggestivi, grazie soprattutto alle musiche di Gavino Murgia, che consentono di abbandonarsi a un vero e proprio viaggio tra vene, fibre e ossatura della Sardegna, nel suo corpo e nella sua anima attraverso la fusione tra note jazz, colori etnici e suoni elettronici (anche se talvolta le musiche coprono le voci degli attori meno esperti). La vicenda viene narrata su due piani: il racconto di Antonio Setzu, che ricorda l’inetto sveviano, che fugge dalla sua isola d’origine, e ne racconta la storia strutturando una serie di tappe “iniziatiche” definite appunto “cinque passi”, e la presentazione degli eventi mitici e storici che hanno riguardato l’isola, attraverso l’interpretazione di una serie di attori (tra cui anche le allieve della Scuola per l’arte dell’attore) e con l’aiuto di un “coro” etnico di nove voci. Sulla scena convivono le affascinanti “pietre sonore” (sculture simili a menhir che risuonano una volta lucidate con le mani o con piccole rocce, capaci di generare suoni molto strutturati) del celebre Pinuccio Sciola (invitato alla Biennale Arte del 1976) e una scenografia elettronica ridondante e talvolta didascalica. Una menzione va a al bravissimo attore protagonista Luciano Virgilio, al piccolo Dario Rustici nel ruolo del Custode del Tempo, e alla promettente allieva Daniela Musiu, l’efficace Judikessa dalla voce chiara e intensa. La regia un po’ statica e la ripetitività degli ingressi del coro appesantiscono però nel complesso lo scorrere della narrazione, riducendo talvolta la fluidità dello spettacolo e la fruizione da parte di un pubblico non sardo. Lo spettatore non percepisce infine una vera e propria presenza della danza, elemento imprescindibile legato al canto etnico, che si attenderebbe forse come elemento scenografico di fusione armonica dei passi iniziatici della narrazione. Lodevole in ogni caso l’operazione culturale, importante poiché è un tentativo di restituire il patrimonio che vive nella memoria del popolo sardo, favorendone la tradizione. Teatro Goldoni
martedì 24 febbraio ore 20.30
S’ARD - I danzatori delle stelle (prima assoluta, nell’ambito di Biennale Teatro e di Sensation Teatro)
Regia di Marco Parodi, con la musica originale di Gavino Murgia
Prodotto da Associazione La Fabbrica Illuminata e La Biennale di Venezia in collaborazione con Assessorato alla Cultura della Regione Sardegna, Fondazione Banco di Sardegna, Sgaravatti Land
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