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"SALOME"DI Richard StraussSalome: follia e modernitàdi Elisa De Marchi La reinterpretazione del Teatro Nazionale dell’Opera di Belgrado in scena a Rovigo
Per la 192.a Stagione Lirica e di Balletto il Teatro Sociale di Rovigo ha proposto una Salome molto particolare, produzione del Teatro Nazionale dell’Opera di Belgrado. Questo dramma musicale, su libretto di Hedwig Lachmann, può essere considerato il primo autentico capolavoro di Strauss. L’opera è tratta dall’omonimo poema di Oscar Wilde, che conquistò subito il compositore per la presenza di molti elementi vicini al suo pensiero, in primis l’ostilità nei confronti della religione cristiana. Salome è l’emblema della sensualità, della donna passionale e indomabile, che con le sue scelte conduce familiari e conoscenti verso l’inevitabile esito di follia e morte fatale. Il sipario si apre su un’ampia scalinata, che da sola costituisce la scarna scenografia, ad opera di Aleksandar Zlatović. La regia è di Bruno Klimek, con adattamento della giovane Ivana Dragutinović. Discutibile la scelta di Ute Wilkensen di attualizzare un’opera che nella sua bellezza non ha certo bisogno di essere aggiornata. Per i costumi ha adottato l’uso di abiti contemporanei: il Tetrarca si presenta sul palco in frac, Erodiade in un raffinato abito da sera, i soldati sono trasformati in moderne ed eleganti bodyguard. Salome invece domina la scena con un tradizionale e vaporoso abito bianco. Ana Rupčić, solista principale del Teatro Nazionale dell’Opera di Belgrado, è stata complessivamente un’ottima Salome, intensa ed espressiva, ma decisamente meno efficace nella danza (certo resa più difficoltosa dalla ripida scalinata). Aleksandar Stamatović, Jochanaan, ha colpito il pubblico con la sua voce possente e calibrata, mentre Aleksandra Angelov ha reso molto bene la follia distruttiva di Erodiade, non tanto vocalmente ma grazie alla sua eccellente mimica. Bene anche l’Erode di Julius Best, teatrale e fortemente drammatico. Ljubomir Popović non ha trasmesso con sufficiente intensità la tragedia sentimentale di Narraboth e tuttavia nell’organicità dello spettacolo gli interpreti non sembravano in piena sintonia con le prescrizioni registiche. Il maestro Johannes Harneit ha diretto abilmente l’Orchestra del Teatro Nazionale dell’Opera di Belgrado, numerosa e di buon livello. I musicisti si sono condotti bene nelle dissonanze e nel forte cromatismo straussiano, in particolar modo gli archi. Applausi dal pubblico, forse provato dalla difficile comprensione della lingua tedesca e dai cento minuti dell’atto unico. Salome, Dramma musicale in un atto su libretto di Hedwig Lachmann tratto dal poema omonimo di Oscar Wilde - musica di Richard Strauss Maestro Concertatore e direttore: Johannes Harneit - Regia: Bruno Klimek - Adattamento: Ivana Dragutinović - Scenografia: Aleksandar Zlatović - Costumi: Ute Wilkensen - Light Designer: Miodrag Milivojević Interpreti: Erode: Julius Best Salome: Ana Rupčić Erodiade: Aleksandra Angelov Jochanaan: Aleksandar Stamatović Narraboth: Ljubomir Popović Un paggio di Erodiade: Tatjana Mitić Cinque ebrei: Boris Babik - Ljubodrag Begović - Darko Dordević - Igor Matvejev - Sveto Kastratović Primo Nazareno: Branislav Kosanić Secondo Nazareno: Milan Prosen Primo soldato: Nebojša Babić Secondo soldato: Gavrilo Rabrenović Un uomo della Cappadocia: Aleksandar Tasić Durata dello spettacolo: 1h 40 min.
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