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"SAM’S TOWN" DEI THE KILLERSdi Viviana Toia A due anni dall ’incredibile successo dell’album d’esordio “Hot Fuss”, tornano a farsi sentire i The Killers.
“Sam’s Town”, il secondo lavoro della band di Las Vegas, uscito sul mercato il tre ottobre, preceduto dal primo singolo “When You Were Young”, è arrivato immediatamente al primo posto della classifica inglese, riuscendo a scalzare persino “Starlight” dei Muse.
Il gruppo composto da Brandon Flowers (cantante e tastierista), Dave Keunig (chitarrista), Mark Stoermer (bassista), e Ronnie Vannucci JR (batterista), dopo aver venduto più di cinque milioni di dischi in tutto il mondo con “Hot Fuss”, ci riprova. Anche questa volta la band si è avvalsa di collaboratori d’altissimo livello, del calibro dei produttori Alan Moulder (Depeche Mode, Nine Inch Nails) e Flood (Smashing Pumpkins, Nick Cave, PJ Harvey, U2), la cui influenza è riscontrabile in tutto l’album. “Sam’s Town”, registrato interamente nei nuovissimi Palm Studios di Las Vegas, rivela già dal titolo le profonde radici nella sociètà americana. Marchi distintivi dell’album, come del resto anche del precedente, sono le sonorità anni ottanta, le atmosfere “new wave” e lo stile indie-rock tanto amato da Flowers e soci, anche se rispetto al primo lavoro i testi sono più concreti e ispirati alla vita reale. Le sonorità sono meno melodiche, ma di certo risultano più pompose, tanto da richiamare atmosfere alla Bruce Springsteen. Onnipresente l’uso di sintetizzatori che si mischiano al suono grezzo delle chitarre, e il primo singolo non è altro che il simbolo di questa sintesi che racchiude in pieno la doppia natura dell’album. La voce di Brandon Flowers sembra a volte evocare quella di Bono e di Robert Smith, da sempre fonti d’ispirazione per il gruppo. Nell’album è stato persino inserito un pezzo “For reasons Unknown”, in cui il frontman del gruppo sembra fare il verso al leader dei The Cure. L’album si apre con la title track, che risulta essere il pezzo più forte dell’album, caratterizzato da un marcato e a volte anche eccessivo uso di cori. In pezzi come Bling e Uncle Jonny si riscontrano invece le sonorità tipiche degli U2, con i loro giri di chitarre dal ritmo ossessivo. A stupire in “The River is Wild” è la voce di Flowers che emerge più potente rispetto agli altri pezzi. A smorzare la vena di malinconia che esce dall’album, è “Bones”, il secondo singolo estratto, in cui spicca l’uso di trombe e tastiere (a dirigerne il video è stato chiamato nientemeno che Tim Burton). La canzone più strumentale è “Enterlude”, che non è altro che un interludio al pianoforte. Il brano più coinvolgente è indubbiamente “Read my mind”, che meglio degli altri riesce a sintetizzare le atmosfere anni ottanta con il suo assolo di chitarra finale. In “When You Were Young”, spicca invece la presenza dei fiati e degli archi sintetizzati, che smorzano la pesantezza del testo in chiave ironica. In ultimo sono state inserite due bonus track, la prima dalle sonorità più dance, mentre la seconda decisamente più rock. Sam’s town è un buon album rock elettronico, certo non sarà facile uguagliare il successo di Hot Fuss, anche perché rispetto al precedente lavoro è meno melodico e di gran lunga più pomposo, ma di sicuro i quattro ragazzi americani sono riusciti a tenersi fedeli alla loro vocazione originaria, un indie rock con richiami anni ottanta. D’altra parte cosa potevamo aspettarci da una band che era stata definita come “il miglior gruppo inglese proveniente dagli Stati Uniti”?! TRACKLIST “SAM’S TOWN” 1. Sam’s town 2. Enterlude 3. When you were young 4. Bling (Confessions of a king) 5. For reasons unknown 6. Read my mind 7. Uncle Jonny 8. Bones 9. My list 10. This river is wild 11. Why Do i keep counting 12. Exitlude 13. Where the white boys dance (bonus track) 14. All the pretty face (bonus track)
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