VEDI ANCHE |
|||||||||||||||||||||||||
"SEGRETI DI FAMIGLIA" di Francis Ford Coppola"Andrà tutto bene, siamo una famiglia!"di Rinaldo Vignati Il giovane Bennie arriva a Buenos Aires per ritrovare il fratello Angie, che vi si era trasferito per sfuggire alla famiglia. Qui, però, troverà un uomo che, oltre ad aver cambiato nome (ora si fa chiamare Tetro) sembra rifiutare di riconoscere il loro legame.
La vicenda di Segreti di famiglia – girato in b/n, ma con alcuni inserti a colori (che, fra l’altro, omaggiano i coloratissimi film di Powell e Pressburger) – si sviluppa tra flashback, agnizioni e complessi edipici fino a giungere a un finale che può essere considerato lieto. “Andrà tutto bene, siamo una famiglia!” dice Tetro a Bennie, abbracciandolo: finale che segna la riconciliazione tra quello che i due personaggi rappresentano, il desiderio di fuga dalla famiglia di Tetro e il bisogno di protezione che cerca Bennie. Riassumendo, Coppola ci mostra la famiglia come un covo di rivalità, di rancori, di rapporti di potere, ma allo stesso tempo ci dice che è un elemento imprescindibile per lo sviluppo dell’individuo, il quale deve sì separarsene, ma senza cercare una fuga che sarebbe fuga da se stessi. Ogni film di Coppola acquista una ricchezza anche in riferimento alle opere precedenti. È facile, ad esempio, trovare similitudini con Un’altra giovinezza, la precedente opera del regista, sia per alcuni spunti tematici (la creatività, il blocco della creatività: il protagonista di Un’altra giovinezza faceva i conti con il suo progetto intellettuale incompiuto, Tetro è un potenziale grande scrittore che non ha mai concluso la sua opera), sia per le modalità “enigmatiche” di sviluppo del racconto: lo spettatore di Segreti di famiglia deve stare costantemente all’erta per cogliere in ogni particolare degli indizi rivelatori. Per esempio, quando Tetro torna a casa e sospetta che tra la sua compagna e Bennie vi sia qualcosa, si potrebbe pensare che sia solo una scena di passaggio, di poca importanza, ma se si fa attenzione al fatto che la donna è vestita da ballerina, quando poi vedremo il flashback che ci riporta al momento in cui il padre rubò la ragazza ad Angie (e la ragazza era una ballerina: la vediamo danzare per il padre), allora saremo portati a pensare che tra le due scene vi sia un collegamento. In un film in cui gli specchi sono costantemente presenti, i personaggi sembrano spesso rispecchiarsi gli uni negli altri… Ma punti di contatto si possono trovare anche con altri film. Ad esempio, il rapporto tra il padre e lo zio, con quest’ultimo umilmente costretto a una posizione inferiore, non è simile a quello tra Al Pacino e John Cazale ne Il padrino parte II? Le caramelle d’orzo che lo zio dà ai nipoti fanno intuire un rapporto affettuoso che il padre, severo e distante, non aveva saputo creare (e questo ci riporta alla scena in cui Al Pacino guarda da lontano il figlio, felice, che pesca con Cazale). En passant, si può qui notare che nelle note di regia, Coppola si affretta a dire che “la storia non è esplicitamente autobiografica”: excusatio non petita?
Titolo originale: Tetro Nazione: U.S.A. Anno: 2009 Genere: Drammatico Durata: 127’ Regia: Francis Ford Coppola Sito ufficiale: www.tetro.com Cast: Vincent Gallo, Alden Ehrenreich, Maribel Verdù, Klaus Maria Brandauer, Carmen Maura, Rodrigo De La Serna, Leticia Bredice, Mike Amigorena, Sofia Castiglione, Érica Rivas Produzione: American Zoetrope Distribuzione: Bim distribuzione Data di uscita: 20 Novembre 2009 (cinema)
|
|||||||||||||||||||||||||
Applicazione SPIP | Web design HCE s.r.l. |
Registrazione al Tribunale di Venezia n.1491 del 24-09-2004 | Disclaimer | 2010 Creative Commons |





