VEDI ANCHE |
|||||||||||||||||||||||||
SERGIO RUBINI, RICCARDO SCAMARCIO E VITTORIA PUCCINI PRESENTANO "COLPO D’OCCHIO"L’arte fa da sfondo all’ambizionedi Marta Martina Ambientazione raffinata e personaggi complessi. Il nuovo lavoro del regista Sergio Rubini si muove elegante tra mostre d’arte e antiche case romane. Ce ne parlano i tre protagonisti.
Bologna - A colpo d’occhio Rubini, Scamarcio e Puccini catturano. Si presentano contenti del loro lavoro e mostrano un’intesa forte. Hanno appena girato un giallo passionale tra Roma, Venezia, Berlino e i casali dell’Abruzzo e, compiaciuti, incassano i complimenti della platea. “L’ambizione è rovinosa quando è vissuta in maniera smodata”, Sergio Rubini, il luciferino critico d’arte Pietro Lulli, sintetizza così la sua nuova pellicola. “Una discesa nella voracità dell’individuo e nelle sue zone d’ombra”. Ci parla di come Colpo d’occhio, “non sia un film sull’arte, ma un film sul desiderio di autoaffermazione del sé in un momento in cui l’unica cosa a disposizione è lo sgretolamento dei valori”. Una storia in cui i punti di riferimento vacillano, in cui una delle battute più incisive è: “Un consiglio? Nessun consiglio”. Perfetta presa di posizione “apocalittica” per il regista con gli occhi cerchiati e il dolcevita nero. Un punto di vista, condiviso, però, anche dal giovane e riccioluto Riccardo Scamarcio, che elegante nel suo stile upper casual in giacca e camicia scura, è soddisfatto di aver lavorato con Rubini e di essersi “calato nei panni di un personaggio meno archetipico” (il pensiero vola a Step di Tre metri sopra il cielo e Ho voglia di te, il tenebroso romano dei lucchetti a Ponte Milvio). “Sono contento di aver interpretato un ruolo di un uomo pieno di zone d’ombra, un artista complesso e ambiguo che ha fame d’identità, che si rivela a tratti spietato e a tratti così sensibile da riuscire a commuoversi sino alle lacrime”. Come afferma il ventottenne attore pugliese: “Ho profondo rispetto per la vita e il mondo dell’arte, ma Adrian (il mio personaggio) pur di affermare la sua identità, prende delle scorciatoie che si rivelano strade del tutto sbagliate”. Cambiando costantemente posizione, ci regala la sua visione personale: “Mi piace cercare le domande, le risposte non mi interessano”. Vittoria Puccini, la protagonista femminile del film, ha una bellezza preraffaelita. Esile ed elegante, nella sua mise nera e bianca, interpreta un personaggio “avvolto nel mistero, portatore di una verità che nessuno vuole credere”. Novella Cassandra, Vittoria Puccini, che ha proprio esordito sul grande schermo con un film di Rubini (Tutto l’amore che c’è, 1999), oggi ha una maturità diversa ed è fiera del suo percorso professionale. È anche soddisfatta del modo con cui ha lavorato con Scamarcio. “C’è stata la giusta alchimia. Riccardo costruisce la scena senza pensare solo a se stesso”.
I suoi capelli ramati e le lentiggini la rendono perfetta per incarnare al meglio questa donna drammatica, a volte nobile, divisa tra due uomini o come meglio afferma “schiacciata dal peso di Lulli (Rubini) e dall’amore di Adrian (Scamarcio)”.
Il riferimento a Elisa di Rivombrosa però incombe, ed è più che naturale. La persistenza di un personaggio televisivo è difficile da stemperare. Vittoria Puccini lo sa bene.
La sua Gloria è una donna “un po’ bambina, quando è sedotta dal potere di Lulli, illusa di poter essere felice, quando sta con Adrian".
Foto a cura di Romina Greggio Copyright © NonSoloCinema.com - Romina Greggio
|
|||||||||||||||||||||||||
Applicazione SPIP | Web design HCE s.r.l. |
Registrazione al Tribunale di Venezia n.1491 del 24-09-2004 | Disclaimer | 2012 Creative Commons |





