SESTA GIORNATA DELLA XXIV EDI ZIONE DELL’ ASOLO ART FILM FESTIVAL

Venerdì 11 novembre 2005

Un ricchissimo programma di film in concorso e ben due eventi speciali hanno caratterizzato la giornata odierna della rassegna cinematografica asolana. Molto interessanti i temi dei due incontri: al mattino si è di scusso sul tema “Il Collezionismo tra mercato e contraffazioni” in una tavola rotonda coordinata da Lionello Puppi (presidente dell’Asolo Film Festival), mentre l’evento che ha inaugurata la serata è stato l’incontro con Alessia Paragone intitolato “MusiCorner, a different point of view for the clip Art”

La regista ha introdotto la proiezione di sette videoclip da lei realizzati per alcune delle più famose band italiane (Subsonica, Afterhours, N.A.M.B., Yo Yo Mundi …), offrendo la propria visione sul valore del videoclip come forma espressiva: “Il videoclip è ormai giudicato come forma d’arte in quanto fonde in sé di versi generi, offre un’interpretazione di versa della realtà ed ha indubbiamente contribuito ad aumentare l’importanza delle immagini nel contesto suono”.

Il resto della giornata è stato caratterizzato soprattutto dai documentari sull’arte e dalle biografie d’artista: “Die F.C. Flick Collection” di Heinz Peter Schwerfel e “Giuseppe Panza di Biumo: Collezionista” di Giampaolo Penco hanno aperto il programma della mattina, mentre nel pomeriggio è stata la volta di tre intensi ritratti di alcuni tra i protagonisti dell’arte contemporanea. In “The Guggenheim and the Baroness” viene ricostruita la storia di Hilla Rebay, fondatrice del Guggenheim Museum, mentre “Quando le canzoni si avverano” di Stefano Ferrari segue l’ascesa e la ricaduta del musicista rock Claudi o Taddei, da star nella terra di immigrazione, l’Uruguay, ad anonimo malato in Svizzera, sua terra d’origine. “Colin McCahon: I AM” racconta la turbolenta vita di quello che è stato il primo artista neozelandese di importanza internazione, tra incomprensioni ed ostilità, sotto il giogo dell’alcolismo e di un progressivo isolamento dal mondo.

“Siete vigías y una torre” accompagna lo spettatore in un viaggio nel nord–est della Spagna, tra sculture in pietra che vengono osservate lungo tutto il corso di un giorno, la loro immobilità contro lo scorrere della vita attorno. In seguito sono stati proiettati due film sull’arte, entrambi italiani, che rappresentano in modi di versi due ponti tra culture lontane: “OPENASIA04 – A Message Of Love” documenta il dietro le quinte di un’esposizione d’arte contemporanea che accompagna da qualche anno la Mostra del Cinema di Venezia, con grande presenza di artisti orientali (c’è anche Yoko Ono), mentre “Ponte di luce” di Antonio Poce documenta l’incontro e la collaborazione tra due artiste, l’italiana Francesca Biasetton e l’iraniana Golnaz Fathi. Suggestioni visive e sperimentazione invece sono stati gli elementi principali delle due opere di video arte “Nuvolari” di Antonio Poce e “Solace” di Matteo Rosa.

Il programma della serata, che in questo giorno è stato particolarmente farcito, vedeva una netta prevalenza delle opere della sezione di Video e Computer Arte: i titoli in gara erano “Fratrie” di Romeo Gongora, “Not From Here” di Mireille Astore, “Throwing Up The Earth” Di Margriet Westerhof, “Time, Space And I” di Ira Spagadorou, “Auto” di Tomi Sosunov e per finire “Deathbeat/Heartbeat” di Tor Jørgen Van Eijk. Tutti video ad alto impatto visivo e sonoro, le cui tecniche di realizzazione spaziano dall’animazione al fotomontaggio, fino ai limiti dell’astratto.

Anche due bei documentari tra le proiezioni effettuate quando il buio era ormai calato: “Compagnia Aterballetto: Dance – The mirror of the soul” pieno di straordinarie coreografie, un omaggio alla magia dei corpi dei 19 ballerini della compagnia, e “Painting with light in a dark world”, sull’opera del fotografo Peter Darren Moyle, famoso specialmente per le immagini dai bassifondi di Sidney.
Tra le opere provenienti dalle scuole di cinema si sono visti “Double-Framed” di Gianpaolo Bucci e “The cry of butterfly wings” della polacca Jola Zalecka.

Ossessioni, fantasie e perversioni nei tre film in concorso per il premio Cinema d’autore: la sfida dell’erotismo. Il corpo della donna, il desiderio del rapporto perfetto, il cibo come elemento complementare del sesso sono i temi rispettivamente di “Der doppelgänger”, “Two heads are better than one” e “Intimate, delicious and disgusting”. Hanno completato le proiezioni di questa lunga giornata tre film sull’arte: “Codice Aperto” di Luca Scarsella e Enzo Procopio, dove la magia della danza viene calata all’interno di installazioni artistiche, “The Usherette” di Donna Mcrae, omaggio al pittore Edward Hopper, ed infine “TerreDesHommes” di Naoko Tanaka.