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Lo Stato delle Cose "SIDNEY POITIER, UN OUTSIDER A HOLLYWOOD" DI CATHERINE ARNAUDLa storia del primo attore di colore a vincere un Oscar raccontata con scarsa vicinanza emotivadi Ilaria Falcone Nel 1963 Sidney Poitier è il primo uomo di colore a vincere l’Oscar come miglior attore protagonista per il film "I gigli del campo"; solo nel recente 2002 un altro attore di colore, Denzel Washington, riuscirà a contendergli il primato ottenendo l’Oscar, sempre come miglior attore protagonista, per "Training day".
Questo documentario di Catherine Arnaud, presentato nella sezione Lo stato delle cose al 26 Torino Film Festival, vuole essere un’opera commemorativa dedicata a Sidney Poitier, uomo di elevata dignità nel suo essere stato un simbolo, amato e contrastato (le Black Panther additavano l’attore come “negro bianco”), per la lotta e la rivendicazione dei diritti fondamentali dei neri; la Arnaud racconta come l’attore sia stato in realtà un punto chiave per la progressiva trasformazione degli stereotipi razziali nella cultura popolare americana. Poiter è stato quello che avrebbero voluto essere gli altri attori di colore, suoi predecessori, ma che, a sua volta, non sarebbe mai stato se non ci fossero stati loro. Il progetto della Arnaud è partito da una domanda che si è posta: “Sidney Poitier, interpretando personaggi integerrimi, elitari, asessuati, ha finito per partecipare, senza volerlo, a una forma di esclusione dalla realtà sociale dell’America nera. Come ha vissuto questi anni di gloria e di solitudine? Che cosa stava cercando di fare davvero Hollywood “inventandosi” il personaggio di Sidney Poitier?” Attraverso immagini di repertorio, spezzoni tratti dai suoi film più celebri, alle interviste agli attori H. Belafonte, D.Glover, alle attiviste Kathleen Cleaver e Angela Davis, alla filmaker Pearl Bowser, il documentario ricostruisce la carriera di un uomo concretamente visionario, dandone però una versione di parte, dal punto di vista di chi gli è stato accanto nel lavoro, ma non dal punto di vista, essenziale, rilevante e sincero, del protagonista di questo documentario, Poiter. Il problema razziale è quanto mai ancora fortemente attuale negli States, basti pensare che si riteneva improbabile, nonostante i sondaggi favorevoli, che un uomo di colore potesse accedere alla carica di uomo più potente della terra; l’elezione di Barack Obama, ha comunque rifocalizzato l’attenzione sui problemi discriminatori di razza e cultura. E siamo nel 2008. Sidney Poiters, dalle Bahamas, arriva a Hollywood nel 1944. Il suo percorso professionale è inevitabilmente e indissolubilmente legato al contesto politico di quegli anni, la sua storia non passa solo attraverso il cinema, ma si interseca con quella della comunità afroamericana. Ricostruendo la sua vita si ripercorre la lunga strada della lotta per i diritti dei neri in tutte le sue forme dal movimento delle Pantere Nere a uomini carismatici e incisivi come Martin Luther King e Malcom X. Questa pellicola tuttavia si rivela fin troppo asciutta; la Arnaud ha assemblato bene le immagini video alle interviste di persone che hanno lavorato con Poiter, ma con un tale scarso coinvolgimento, che inevitabilmente non appassiona lo spettatore. Ha elaborato un documentario storico, quasi televisivo per la struttura. Le indagini realizzate sono state trasposte in questo documentario con poca cura artistica di sperimentazione. regia/director Catherine Arnaud nazione: Francia anno: 2008
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