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SILVIA PAOLI PRESENTA A MILANO IL SUO "LOST IN FASHION"La Feltrinelli di Milano si tinge di rosa per la presentazione di "Lost in Fashion"di Ilaria Falcone In un’armoniosa e confettosa atmosfera, Silvia Paoli, fashion writer, ha presentato alla Feltrinelli di Milano il suo primo libro: "Lost in Fashion."
La serata ha vantato la presenza di due super ospiti: Michela Gattermayer, direttore di Velvet, e Nadia Giani, titolare dell’omonimo concept store.
La Paoli, da perfetta anchor-girl, circondata da un caloroso pubblico, ha brandito il microfono, presentandosi con la freschezza leggiadra di stile che l’ha sempre distinta, e ha intervistato le sue due amiche sul proprio libro. Nadia Giani, entusiasta, ha detto: Lost in Fashion è un libro, strepitoso, divertente. È un libro che prende molto poco sul serio il mondo della moda e tutti i suoi sudditi.” Anche Michela Gattermayer ha avuto parole di elogio per questo brillante romanzo: “L’ho letto con grande divertimento. È un libro spiritoso, un bigino per capire il nostro lavoro. È un libro intelligente, scritto molto bene. E soprattutto, non è un romanzo solo per gli addetti ai lavori, ma che può piacere a un pubblico più vasto. Rende perfettamente l’idea di quanto questo mondo, apparentemente stupidotto, sia molto impegnativo e richieda una certa predisposizione e stabilità mentale. Silvia ha raccontato anche troppo teneramente i clichè dei giornalisti di moda, ma è stata comunque molto realista.” Silvia, di cosa parla il tuo libro? S.P.: Lost in Fashion, o la moda o la vita parla del mio punto di vista della moda, il punto di vista di chi cerca di riderci su. Mi occupo da anni di moda, ho lavorato per diverse riviste come Marie Claire, D – La repubblica delle donne, Vanity Fair. Questo libro racconta la mia esperienza, le mie avventure affrontate nel corso di diversi anni. Il mio romanzo entra nella vita delle redazioni di moda, nel mondo delle maison. L’ho scritto attingendo al mio vissuto, cercando di essere il più delicata possibile… alcune protagoniste assomigliano a persone amiche o con cui ho lavorato. Quanto tempo hai impiegato a scrivere il libro? S.P.: L’ho scritto tanto a Stromboli, in vacanza, perché lì riuscivo a staccare completamente. E ho impiegato circa due anni. Sì, è tanto, ma tornata dalle vacanze, dovevo poi affrontare la vita di tutti i giorni e il tempo era molto limitato. L’ho scritto a correnti alternate. Irene, la protagonista, medita di mollare tutto, quanto c’è di personale in questo? S.P.: Ho vissuto a 300 km/h: il lavoro di fashion writer è molto impegnativo, bello, ma non mi muovevo mai: ho passato ore e ore davanti al computer, mentre gli altri andavano alle sfilate... Alla fine ci si sente frustrati. Credo che la voglia di mollare tutto sia un fattore che accomuni le persone, la voglia di vivere una seconda vita. E’ una scelta che richiede coraggio e, soprattutto, incoscienza. Scelta che io ho fatto, mi sono licenziata, mi sono data un’altra possibilità, ho trovato un’altra prospettiva. Michela Gattermayer: Il mollare tutto fa parte di noi, è una crisi di crescita, attraverso cui tutti passiamo. È vero che chi fa il nostro lavoro è privilegiato…facciamo un lavoro divertente, che ci permette di conoscere persone stimolanti. Apparentemente è frivolo, ma è anche vero che noi anticipiamo gli altri, arriviamo prima a vedere quello che gli altri vedranno dopo. Penso che ci sia più di una volta nella vita in cui si possa pensare di mollare tutto. Conosco molte persone che hanno mollato, per poi tornare sui propri passi. Anche Silvia, da una parte ha mollato, ma dall’altra si occupa sempre di moda, ma in un’altra prospettiva, in modo diverso. Foto a cura di Ilaria Falcone Copyright © NonSoloCinema.com - Ilaria Falcone
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