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"SINCERITÀ" DI ARISASpensierata evasionedi Gianluca Capaldo Tutti dopo la sua prima esibizione a Sanremo 2009 si sono chiesti “Ma ci fa o ci è?”. Intervista dopo intervista, ospitata dopo ospitata, la conferma: assolutamente “ci è”. Il suo modo goffo di rapportarsi con chi la circonda intenerisce e soprattutto incuriosisce. Sincerità, primo cd di Rosalba Pippa, va ascoltato pensando al personaggio Arisa (acronimo dei nomi di tutti i componenti del suo nucleo familiare: Antonio il padre, Rosalba lei, Isabella e Sabrina le sorelle, Assunta la madre), quella reale caricatura che con estrema onestà ci aiuta a evadere spensieratamente per circa quaranta minuti.
Il brano sanremese apre il disco: arrangiamento semplice, melodia accattivante, facili rime, e il gioco è fatto. Impossibile da dimenticare, impossibile non fischiettarla. Sincerità è una storia d’amore semplice che non ha nulla da nascondere. Una canzone/filastrocca che ci porta molto indietro negli anni (forse i ’30 e i ’40), ma che gioca furbescamente con un sound pop moderno piacevole all’ascolto. Io Sono, con ritmo e atmosfera reggae, è la dichiarazione d’intenti di Rosalba, una ragazza romantica, poetica, piena di belle speranze e sognatrice: "la vita è un grande gioco", "crede nell’amore"... dopo aver ascoltato Io Sono si intuisce che ovviamente non stiamo ascoltando l’album dell’anno, il capolavoro discografico, ma ci rendiamo conto che la forza di questa artista è proprio in questa spensierata voglia di non essere per forza “straordinaria” ma felicemente normale e se stessa. E le sue canzoni riescono nell’intento di far evadere l’ascoltatore conducendolo pian piano in un paese meraviglioso, pieno di colori, che per un po’ ci fa lasciare alle spalle i problemi di una quotidianità opprimente. La Mia Strana Verità comincia con le seguenti parole “Vivo a una distanza siderale da quell’essere normale che appartiene solo a chi non si meraviglia più di un fiore o di un tocco di colore e si pone limiti”. Questa frase sembra nascondere la cifra stilistica dei testi di Arisa che, insieme al suo inseparabile fidanzato/co-autore Giuseppe Anastasi, crea delle profonde riflessioni sulla vita: gioca con immancabile semplicità nel pronunciare parole che sembrano dette da un essere immerso nell’ammaliante forza comunicativa della purezza dei bambini. Tutti i brani hanno un lieto fine e si susseguono senza annoiare. Pensa Così rispolvera lo stile del cantastorie con tanto di morale "ognuno ha qualcosa dentro di se e basta cercarla, veder di trovarla, capire dov’è". Il sound è divertente e quasi spiazza l’ascolto perché addirittura sembra portarci nelle composizioni dello Zecchino d’Oro: li ci si chiedeva “il coccodrillo come fa?” qui ci si chiede se è giusto dire “ridi come un bruco”. Surreale. Piccola Rosa è una dolcissima dedica, ottima da cantare vicino a una culla...Te Lo Volevo Dire, già dalle prime note ricorda molto l’ironia tipica delle canzoni di un altro artista passato sul palco di Sanremo, Simone Cristicchi. Anche il cantato sembra rifarsi a lui. Dopo l’insinuante e moderna bossanova di Com’è Facile e le sonorità anni ‘80 ricordati da L’Uomo Che Non C’è, l’album si conclude con Buonanotte: il brano, forse lontano dalle altre canzoni, lascia un retrogusto, sempre positivo, ma velato da una malinconia che qualcuno vede dietro quegli occhialoni da nerd della nostra Arisa. I brani che compongono l’album sono: 1. Sincerità 2. Io sono 3. La mia strana verità 4. Abbi cura di te 5. Pensa così 6. Piccola rosa 7. Te lo volevo dire 8. Com’è facile 9. L’uomo che non c’è 10. Buona notte
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