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"SINFONIA D’AUTUNNO" di Ingmar BergmanInterno drammaticodi Matteo Signa Dopo aver sacrificato i doveri materni alla carriera, una celebre pianista (Charlotte) torna a casa e si misura con la maggiore delle due figlie (Eva) che è afflitta da un forte complesso di Elettra.
Sono passati esattamente trent’anni dall’uscita di "Sinfonia d’autunno" di Ingmar Begman. La rilettura teatrale di Maurizio Panici è un’occasione per riscoprire uno dei lavori più intensi e "al femminile" del noto regista svedese. Nel film del 1978 madre e figlia sono interpretate rispettivamente da Ingrid Bergman e Liv Ullmann mentre in questa trasposizione i due difficili ruoli vengono ricoperti da Rossella Falk e Maddalena Crippa. Sia nella pellicola che nello spettacolo assistiamo a un vero e proprio "ring" dove le due protagoniste dibattono e si dilaniano con la frustrante attesa di un necessario perdono. In termini di sceneggiatura, l’unica divergenza sostanziale è data dall’assenza di un personaggio, Helena, l’altra figlia di Charlotte, che è però evocata attraverso le parole della sorella e della madre. Come è facile intuire, mettere in scena film celebri rappresenta sempre un forte rischio. Pur facilitato dalle ambientazioni teatrali e claustrofobiche del film, il regista, Maurizio Panici, non riesce a riprodurre l’intensità drammatica dei dialoghi e delle atmosfere dell’originale. In entrambi i casi, numerosi gli interrogativi esistenziali sollevati dai due personaggi. Se nel film, però, si costruisce una dialettica accesa ma fluida in questa riproposizione le battute si trasformano involontariamente in monologhi affrettati che spezzano bruscamente il ritmo della scena. A differenza del film, le problematiche delle due figure sono più osservate che condivise rendendo, spesso e volentieri, difficoltosa l’immedesimazione in un ambito che riguarda profondamente ciascuno di noi. L’irrisolto rapporto tra genitori e figli. Il film di Bergman aveva anche il merito di affrontare con una sensibilità indiscussa il ruolo dell’Artista e il suo rapporto con l’Assoluto. Charlotte (Ingrid Bergman/Rossella Falk) è madre ma è anche un’affermata concertista. La distanza che si è creata tra lei e le figlie è soprattutto dovuta alla carriera e all’instacabile sete di notorietà. Nello spettacolo, questo elemento si stempera facendolo passare come un dato poco rilevante nello scontro delle due figure. Forse anche per via del fatto che le attrici, scelte come espressione di quei tipi di personalità, hanno avuto la più ampia libertà nell’avvicinarsi a Charlotte ed Eva e costruire i rispettivi personaggi. 15 APRILE | 4 MAGGIO 2008 al TEATRO ELISEO DI ROMA ROSSELLA FALK, MADDALENA CRIPPA e MARCO BALBI in SINFONIA D’AUTUNNO di Ingmar Bergman scene e costumi di Aldo Buti regia di Maurizio Panici Produzione Argot Produzioni
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