VEDI ANCHE |
|||||||||||||||||||||||||
Amori in (con)corso "SO LONG, MY HEART" di Oliver Paulus e Stefan HillebrandAssistenza d’amoredi Veronica Maffizzoli Una casa di cura per anziani nella Germania del Sud è un posto dove mette piede solo chi ha buoni motivi per farlo.
Visitare un pazinete, ricoverarsi o prestare assistenza.
Ma è anche il teatro della storia tra Holger, un infermiere in fuga da se stesso, invaghito di Barbara, da lungo tempo addetta alle cucine della casa di cura e Petra, un’infermiera con un debole per lui.
Il triangolo è presto fatto, eppure le storie d’amore non nascono così facilmente in un luogo dove depressione, malattia e morte sembrano farla da padrone.
Anche i sentimenti sono in lotta per la sopravvivenza.
Seconda volta per i due inseparabili autori svizzero-tedeschi, giunti alla loro terza regia. Nel 2004, avevano infatti presentato a Verona, sempre per Amori in Concorso, l’acclamatissimo When the Right One Comes Along. Sul Palco del Filarmonico, i due registi non dicono molto del film ma raccontano del loro lavoro, incentrato sull’improvvisazione e giocato sul campo. Questa pare essere la peculiarità che conferisce alle loro opere un’accezione unica. La sceneggiautura viene sviluppata durante le riprese su base quotidiana e, passo dopo passo, a strettissimo contatto con gli attori e i loro personaggi. Volto forte poi del loro cinema è Isolde Fischer, la musa, che lavorando intensamente sulla propria esperienza personale dona tantissimo alle storie ed è fonte di profonda ispirazione. Una recitazione la sua, che sa ricondurre alle sfumature più intime ed intense. Sono poi le location le altre protoniste delle loro pellicole. Girando infatti solo in luoghi reali, avvalendosi di attori non professionisti, se ne può cogliere l’essenza. Teatro della vicenda infatti, una casa di riposo della freddissima e grigia Mannheim, dove si intrecciano le vite di pazienti e assistenti. Non si può dire se siano gli anziani ricoverati i poveri e abbandonati oppure i loro infermieri, che vediamo tornare in case vuote o intrappolati in una solitudine esistenziale senza respiro. Tutti i protagonisti "sani" sembrano sopravvivere ad un quotidiano che li ha privati del sorriso, destreggiandosi su altalene amorose che lasciano vuoto e rancore. I "malati" invece sono i veri eroi solitari e consapevoli capaci ancora di sognare di ridere e volersi bene nonostante il dolore, la fatica e la morte che li sfiora costantemente. La sceneggiatura molto ben strutturata, l’intensa recitazione dei protagonisti e l’attentissima regia ritraggono perfettamente luoghi, atmosfere, sguardi e sensazioni di questa storia d’affetto più che di amore. Gli spunti divertenti degli autori, che aggiungono pepe e fantasia al reale, ed una colonna sonora orginale e inaspettata possiamo dire, coinvolgono lo spettatore e lo divertono emozionando. Il finale-sorriso è poi un sottile messaggio di speranza. Un film silenzioso e modesto che, senza bisogno di stupire, sa arrivare davvero lontano. Premio Stefano Reggiani (Ordine dei giornalisti del Veneto) 2007 Regia e sceneggiatura: Stefan Hillebrand, Oliver Paulus Interpreti: Tom Jahn (Holger Tewe), Pola Kinski (Barbara Henning), Isolde Fischer (Petra Opels), Lieselotte Langer (Kramer), Sabine Strobach (Wiebke), Ralf Kaufmann (Werner Wolpers) Fotografia: Daniela Knapp Durata: Germania/Svizzera 90
|
|||||||||||||||||||||||||
Applicazione SPIP | Web design HCE s.r.l. |
Registrazione al Tribunale di Venezia n.1491 del 24-09-2004 | Disclaimer | 2012 Creative Commons |





