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Venezia 66. Concorso "SURVIVAL OF THE DEAD" DI GEORGE A. ROMEROC’era una volta Romerodi Ilaria Falcone George A. Romero, maestro dell’horror di serie A, deus ex machina degli zombie, aveva 28 anni quando concepì "La notte dei morti viventi" (1968), il capostipite della saga. Dieci anni dopo, 1978, realizzò "Zombie" e fu consacrazione di un culto, capace di abbattere limiti generazionali; la trilogia si completa nel 1985 con "Il giorno degli zombie".
George A. Romero sbarca, ora, in concorso alla 66. Mostra Internazionale di Venezia, con Survival of the dead. Romero è sempre Romero? Questo suo nuovo capitolo, lascia un po’ con il fiato sospeso, ma non certo per i colpi di scena, quanto per poter elaborare un’opinione. Film clamorosamente atteso dai fan, Survival of the dead subisce, soprattutto, la mancanza di quel carisma limpido, per il suo essere efficacemente visionario, del suo realizzatore. Si sfilacciano e si impoveriscono le metafore, divenute ombre di sè stesse, con cui Romero ha sempre guardato e rappresentato la società e la politica. La trama è portata avanti da una linea guida presente, eccessivamente, con un’anima troppo western e troppo poco impostata su una direttiva di originalità. Non aiutano gli effetti speciali, poco lucidi, che vagano tra splatter (già visto) e gag (elemento fuorviante), risultando, purtroppo per la maggior parte, banali. Romero ha cambiato, nuovamente, ambientanzione: porta lo spettatore lontano da cimiteri e supermercati; lo conduce su un’isola. Per la precisione, ci troviamo un’isola dell’Atlantico, governata da due famiglie rivali da sempre, dove i morti sono tornati a risorgere. L’attrito tra le due famiglie si acutizza per la contrapposta posizione con cui intendono affrontare la situazione. Una fazione, i Muldoon, appropiandosi di una fede propria, non riesce a far fuori i propri cari; cerca, quindi, di educarli a mangiare altro che gli uomini. Un’altra fazione, capeggiata da un isolano ribelle, James O’Flynn (Julian Richings), dà la caccia a tutti gli zombie che riesce a trovare, sparando loro in testa, senza indugio. Proprio per questo viene bandito dall’isola. Sulla terraferma l’uomo si imbatte in un gruppo armato di sopravvissuti (qui si riallaccia a Diary) che vanno in cerca di un posto in cui iniziare una nuova vita. O’Flynn riesce a condurre sull’isola, con l’inganno, il commando, guidato da Nicotine Crocket (Alan Van Sprang), facendo credere che è un posto bonificato dai morti viventi. Mentre in realtà, le intenzioni dell’isolano bandito dalle sue terre sono ben altre. Il film non riesce a brillare nel panorama della trilogia di Romero. La costruzione lineare ne fa un’opera prevedibile. L’unica figura sufficientemente degna di essere ricordata è il personaggio di Crocket, uno sceriffo senza legge, un giustiziere freddo, un uomo istintivo, una personalità moderna, che pensa a sopravvivere, ad aver salva la vita, sua e dei suoi soldati. Titolo originale: Survival of the Dead Nazione: U.S.A. Anno: 2009 Genere: Horror Durata: 90’ Regia: George A. Romero Sito ufficiale: Cast: Kenneth Welsh, Athena Karkanis, Kenneth Welsh, Julian Richings, Alan Van Sprang, Devon Bostick, Joris Jarsky, Wayne Robson, Stefano Colacitti Produzione: Devonshire Productions, New Romero Data di uscita: Venezia 2009
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