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Sanremo 2012 - Seconda SerataIl festival si dà al socialdi Andrea Vesentini Commissariato e felice, Sanremo torna forte degli ascolti della prima serata. Debuttano i giovani di Sanremo Social. Eliminati Gigi D’Alessio e Loredana Bertè, Irene Fornaciari, i Marlene Kuntz e Pierdavide Carone con Lucio Dalla. I Soliti Idioti cercano di tenere viva la fiamma accesa dalle polemiche del molleggiato.
Nonostante le bombe di Celentano, Sanremo prosegue indefesso. Commissariato però, che poi non si sa bene cosa voglia dire. Forse che dietro il palco si nasconde un coro di frati pronti a intonare un canto gregoriano per coprire una parolaccia o un altro attacco alla Chiesa. Dio, dal canto suo, decide di dimostrare la sua esistenza miracolando Ivana Mrazova, che recupera la mobilità del collo che ieri l’aveva costretta fuori dall’Ariston. In tutta la sua fulgida, dentata bellezza, dona luce al Festival che piano piano si riprende regalando qualche emozione musicale in più della prima serata. È il momento di ascoltare i ragazzi di Sanremo Social, il nome con cui quest’anno vengono chiamati i Giovani. Un po’ centro sociale, un po’ social network, anche perché la metà sono stati prima proposti sulla rete, il che fa tutto molto giòvane. Ed è qui che si sentono la maggior parte delle novità. Si sfidano a coppie, in stile Amici di Maria, solo che gli viene risparmiata la tutona colorata perché qui non si tratta di squadre, ma anche la sfida è molto giòvane, che dico, è molto social. La prima coppia a giocarsela sono Alessandro Casillo e Giordana Angi, anche qui acconciature social, il primo con un ciuffo da bichon havanese e la seconda con una specie di cadente beehive, ha solo 18 anni ma sembra la madre del primo che invece ne ha soltanto 15. In stato d’agitazione da Ariston, Casillo intona con incertezza È vero (che ci sei), ed è vero (che non l’ha scritta lui, e non sembra appartenergli) e anche (che la sonorità è molto poco social), e l’effetto complessivo è che data la sua giovane età non abbia ancora trovato un’identità musicale personale. Nonostante questo, ha la meglio sulla Angi, la cui voce sicura e la cui canzone Incognita Poesia, firmata dalla stessa e certamente più personale, non sfugge alla mannaia del televoto. Già, perchè i giovani non vengono votati dalla giuria demoscopica, che forse qualcosina di musica ne capisce, ma dall’orda milionaria dei telespettatori telefonodotati, forti della cultura musicale di Ballando con le stelle. Ma che vuoi farci, è very social. Ed anche nella seconda coppia ha la meglio il peggio, e l’originale Carlo ben interpretata dalla cantautrice Celeste Gaia (a cui perdoniamo il nome da figlia dei fiori, la mise da cameriera di drive-in e il frangettone ladygaghesco), nulla può contro Incredibile, pezzo che di incredibile ha ben poco, ma si fa ascoltare. Lo cantano i Iohosemprevoglia (di fare uno spuntino, a giudicare dal ben tornito frontman). Anche la scriptio continua nel nome del gruppo fa très social. Peccato per la terza coppia, entrambe le performance avrebbero meritato di approdare in finale. Ma la legge della sfida manda a casa i Bidiel, riesumati dalla swinging London, la cui Sono un errore ha un sound à la Vibrazioni ma più solare e meno forzato. Vince la sfida Erica Mou, senza dubbio la migliore di tutti i Giovani. Anche in questo caso, dobbiamo perdonare il nome gommoso e il titolo stesso della canzone, che si tuffa nell’improbabile metafora: Nella vasca da bagno del tempo. Il testo, l’esecuzione acustica, la voce semplice e genuina, la sua bellezza naturale, la luce negli occhi, il vago accento salentino, tutto restituisce freschezza ad un Festival che spesso è invaso dall’artificio. A nostro parere, la favorita per la vittoria. Anche nella quarta sfida, incontriamo l’interessante Guasto del giovane cantautore romano Marco Guazzone, pezzo poetico e con un sound che spazia dall’acustico al vagamente psichedelico, interpretato con grande forza e convinzione. Vince la sfida, forse accecando il pubblico a casa con la giacca a lampadario disco che emette raggi infrarossi. Ha la meglio su un’altra cantautrice romana, Giulia Anania, che non riesce ad interpretare la meno originale La mail che non ti ho scritto con altrettanta convinzione. I big ripropongono per la seconda volta le loro canzoni, dopo che il guasto al sistema di votazione della giuria ha impedito di eliminare già ieri due concorrenti, allungando le prospettive di durata della serata. Sapendolo, ci eravamo premuniti di un fornello elettrico da mettere sulla poltrona, perché ci tenesse all’erta anche al risveglio del primo uccello del mattino. Cantano tutti più sicuri di loro, senza il fardello della prima esibizione, e ad un secondo ascolto molte canzoni si fanno rivalutare, sembrano quasi più social. Ma l’eliminazione deve arrivare, pur a tarda notte, anche per sfoltire il numero di concorrenti ed evitare che le prossime serate si protraggano fino all’ora della Prova del Cuoco. Fanno le valigie i Marlene Kuntz, Irene Fornaciari, che non ha saputo rendere al meglio l’originale pezzo scritto da Davide Van De Sfroos, Pierdavide Carone con Lucia Dalla. Non fanno le valigie, seppur eliminati, Gigi D’Alessio e la reincarnazione di Miss Piggy, che si spaccia per Loredana Bertè, ma forse è solo Mickey Rourke con addosso una parrucca di Morticia Addams. Le valigie sarebbero inutili, verranno quasi certamente ripescati domani sera quando il televoto stravolgerà quel poco di buono che la giuria demoscopica è riuscita a fare. Ed anche un’altra canzone verrà rianimata, si spera Nanì, scritta e interpretata da Dalla e Carone, senza dubbio uno dei pezzi più interessanti di questa edizione. Tra una canzone e l’altra, I Soliti Idioti (Francesco Mandelli e Fabrizio Biggio) si propongono in vari sketch comici che mettono a nudo alcune ipocrisie del nostro paese, dal razzismo velato verso le seconde generazioni all’omofobia. Certamente temi più attuali della polemica qualunquista del molleggiato, che colpendo un po’ tutto in realtà ha acceso ben poco, se non il consiglio d’amministrazione Rai che è notoriamente più suscettibile di un’educanda quacchera. Allo scoccare dell’una, dopo che persino Martin Solveig è scappato dal palco, non molto educatamente, spaventato da un improbabile siparietto di Rocco Papaleo, si abbassa la saracinesca. Domani la serata “Viva l’Italia”, dove i quattro giovani rimasti si sfideranno a eliminazione diretta come in un torneo parrocchiale, mentre i Big riproporranno canzoni della musica italiana accompagnati da star internazionali e non. Perché è il festival della musica italiana e noi siamo il paese in cui i libri di storia non si chiudono mai, ma proprio mai. Ma rivestirli di un po’ di paillette e magari rititolarli in inglese è indubbiamente strasocial.
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