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"Saturno contro" di ferzan OzpetekIl bisogno di solitudine e dell’altrodi Marta Martina Ritratto di una famiglia allargata in un interno borghese romano. Un gruppo di amici, tutti ben realizzati socialmente, si ritrova a fronteggiare lo smarrimento causato da una morte. Alle prese con il lutto, ognuno di loro ritroverà in se stesso l’importanza di una stabilità data dall’amicizia.
Antonio (Accorsi) si picchetta sapientemente la crema antirughe prima di andare a dormire. La moglie Angelica (Buy) lo guarda stupita. Lorenzo (Argentero), giovane pubblicitario, divide la sua vita con Davide (Favino) e spera che nulla mai cambi. Roberta (Angiolini) una saltuaria drogata (“tranne di eroina” – specifica fiera) e oroscopo-dipendente ha, sul serio, saturnocontro. Neva (Ylmaz) è la cattiva coscienza di un gruppo troppo spesso dedito all’autoanalisi. Intorno a loro, giovani medici in confusione identitaria (Tommaso) e avanzi d’amore (Fantastichini). “Che cosa succede se per una volta non ci siamo tutti?” chiosa incolpevole Neva non pensando il bel Lorenzo si sarebbe accasciato al suolo. La crisi fa paura, un evento incontrollabile paralizza, il tradimento logora. Forse, allora, Saturno è contro ognuno di loro. È così che si dipana il dramma della morte e del tradimento. Tra i ricchi colorati ambienti della felicità e della trasgressione irrompe l’asettica stanza dell’ospedale dove non ci viene mai concesso di spiare. Tra il prendersi cura degli altri e la solidarietà s’insinua un’insopportabile invadenza. In una coppia etero, sull’orlo del divorzio, appare Laura (il piano-sequenza che accompagna i due verso l’amore è straordinariamente eloquente. Lui che cammina, capo chinato, stretto in un trench, due passi indietro ad una Isabella Ferrari, torrida fioraia in cachemire blu), e in una solida coppia omo dove non ci sono segreti piomba il dramma più inconcepibile, la perdita dell’amato. L’armonia del gruppo a volte vacilla, e l’arte di stare insieme va osservata a tutti i costi. Capaci di compattarsi per far fronte alle minacce, questa tribù metropolitana, questo gruppo di famiglia “allargata” in un interno, si ritrova spesso intorno ad un tavolo: della convivialità nella grande cucina, luogo privilegiato dalla narrazione, e di acciaio chirurgico dove riposa il corpo del bel Lorenzo, unico motore dell’azione. Sono così uniti che assomigliano ad una truppa d’assalto mentre camminano sulle umide mattonelle di un obitorio per estremizzare l’addio. Al cinema, a cui piace far parlare i cari estinti (basti pensare a Sunset Boulevard), la voce off del morto racconta se stesso dopo la morte e fa i conti in tasca ai vivi. Una frase enigmatica viene ripetuta in due differenti momenti del film ed espone il gruppo-nido-tana alle intemperie della vita moderna: “Ecco, voglio che nulla cambi, che non ci siano salti”. Lorenzo spera di fissare il tempo, di congelare i suoi amici e se stesso in una felicità permanente, ma rimane beffato da un corpo che lo abbandona nel bel mezzo della fortuna. Questa sentenza che si abbatte per negazione sull’insieme del film, fa in modo che tutto si conformi ad essa. Lorenzo diviene la vittima sacrificale in nome dello status quo. E quando ormai il lutto inizia ad essere elaborato con criteri di volta in volta personali nella mente di chi sopravvive, la frase è ripetuta, il sogno è avverato. Come la pallina da tennis di Match Point, il gioco diventa metafora della vita. Per ricominciare, i protagonisti si abbandonano ad una straziante agrodolce partita di ping pong. L’esistenza è casuale – refrain limpido sotto la trama del film. Le congiunture che determinano gli umori obbediscono a moti celesti precisi, ma hanno ripercussioni casuali su ognuno di noi. L’esistenza è imprevedibile, il tavolo intorno a cui si raccolgono gli amici alla fine del film è un tavolo da ping pong, dove il Caso regna sovrano. Ozpetek colpisce il bersaglio, lo stordisce e per poco non lo affonda, regalandoci un’elegia romana densa e sentimentale, patinata ma anche un po’ graffiante (dove c’è etero c’è crisi, dove c’è omo c’è affiatamento) che gonfia gli occhi senza eccessi di patetismo e ci conduce dritti nel bisogno di solitudine che da sempre si scontra con il bisogno di una comunità d’appartenenza. Vogliamo stare da soli, ma l’Altro ci è indispensabile. Titolo originale: Saturno contro Nazione: Italia Anno: 2007 Genere: Drammatico Durata: 110’ Regia: Ferzan Ozpetek Sito ufficiale: www.saturnocontro.com Cast: Stefano Accorsi, Pierfrancesco Favino, Margherita Buy, Ennio Fantastichini, Luca Argentero, Isabella Ferrari, Milena Vukotic, Serra Yilmaz Produzione: &C Produzioni Distribuzione: Medusa Data di uscita: 23 Febbraio 2007 (cinema)
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