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Schermi d’amore 2010: intervista a Paolo RomanoNonSoloCinema incontra il responsabile del programma del Festival veronesedi Farida Monduzzi - Giacomo Botteri Come ogni anno il dottor Paolo Romano si rende disponibile per la rivista “NonSoloCinema” rilasciando le sue risposte alle osservazioni degli intervistatori. Quali sono gli aspetti e i traguardi di questo festival di cui va fiero? L’obiettivo di questa quattordicesima edizione era quello di realizzare un festival costruito sui film. Date le risorse limitate abbiamo voluto puntare su trenta proiezioni di film di alta qualità. Abbiamo dovuto rinunciare al teatro Filodrammatico e puntare sulla sala del K2 che poi risulta più capiente, offre la possibilità di un ampio parcheggio e quello che è più appetibile è lo staff di specialisti cinematografici di cui quella direzione culturale è fornita. Da notare che più degli eventi collaterali degli anni precedenti, pur ricchi di interessi, il pubblico cerca film di spessore artistico provenienti da altri paesi e che mai potrebbe usufruire nei circuiti normali. Pensate di mantenere invariato il calendario in parte penalizzato dalla concorrenza col festival della montagna di Trento o intendete posticiparlo? Noi purtroppo abbiamo difficoltà nello spostare le date tradizionali in quanto dobbiamo adeguarci al calendario delle programmazioni della direzione del K2 .Questa è l’ultima sede culturale cinematografica della città in cui si effettuano giornate dedicate al cineforum, ai dibattiti più approfonditi dei film d’essai nel circolo del Cinema Questa associazione é la più antica della città. Inoltre, due giornate alla settimana sono dedicate alla proiezione delle pellicole di prima visione assoluta. Siamo certi che il prossimo anno avremo la possibilità di aggiungere due giornate alle sei di questa edizione 2010. La rivisitazione dell’opera di Ken Russel ha, secondo lei, contribuito ad una critica più equilibrata fra gli entusiasmi degli esordi e il successivo oblio? Russel rimane sempre interessante. Famoso negli anni venti grazie al suo stile esuberante. Con questi sei titoli nella rassegna di quest’anno abbiamo aiutato i giovani a conoscere questo regista dal talento visionario. Noi siamo stati sempre interessati alla riscoperta del grande cinema spagnolo. Ci siamo occupati nel 2007 di Gerardo Herrero. L’anno scorso abbiamo ospitato l’opera integrale della Isabel Coixet Vede Miguel Albaladejo come successore di Almodovar o il Tornatore spagnolo? Un paragone qui è fuori luogo. Posso dire solo che Albaladejo ha avuto il maggior numero di spettatori tra tutti i film proiettati. Abbiamo indovinato a puntare su un regista giovane nato in un’epoca in cui il padre gestiva in proprio una sala cinematografica. Lui è nato in quella atmosfera familiare in cui il linguaggio usuale era quello cinematografico. La sala del padre ha alimentato questa sua passione. Lo considerano il Dino Risi iberico, proprio per i suoi temi d’amore, il melodramma attraversato da una vena malinconica mista a toni ironici comici drammatici. Il pubblico, specie quello giovanile lo vuole a Verona per discutere con lui della sua opera. La direzione del Festival è intenzionata a conferirgli un premio per la carriera. L’idea della serie “The music lovers” inaugurato quest’anno e che avete intenzione di proseguire nella prossima edizione è nata da un omaggio a Chopen per celebrarne il bicentenario della nascita? L’idea è nata pensando a Ken Russell. Questo regista si è impegnato nel biografismo (biotic), privilegiando i musicisti. Noi vorremmo ampliare la gamma dei personaggi ,dedicando biografie di artisti di altri settori ispirativi quali la letteratura, le arti figurative, la religione ecc. Senz’altro Chopen era incluso nell’intenzione di celebrarlo. Stupisce l’interruzione delle proiezioni in mattinata di film per le scuole così utile per attirare al Festival i giovani. Non l’abbiamo interrotta. Solo limitata. Per le scuole materne e primarie abbiamo allestito una rassegna di corti, Ai ragazzi delle scuole medie abbiamo offerto una mattinata proiettando “Putiferio va alla guerra” oltre a cortometraggi di Luzzati, un geniale disegnatore e regista.
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