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"Se non ci sono altre domande" di Paolo VirzìVIRZI’ A TEATRO: PROCESSO AD UN UOMO QUALSIASIdi Alessandro Pesce Il debutto teatrale di Paolo Virzì, stimatissimo regista cinematografico, qui autore e regista di una pièce intitolata SE NON CI SONO ALTRE DOMANDE, sulla carta avrebbe dovuto essere l’evento dell’anno, ma in definitiva ci sembra, al contrario, soltanto un esperimento piuttosto deludente. Lo spettacolo si apre come una grottesca e spiritosa parodia del peggior talk show televisivo; un uomo medio, dalla vita comune, qualsiasi, viene barbaramente messo alla “gogna mediatica”, come si suol dire, in un apparato crudele e cafone: conduttori senza peli sul cuore nè sulla lingua, opinionisti di bassa lega, maitre à penser dal linguaggio forbito e al vetriolo. Non mancano un plastico vespiano né i terribili e demenziali sms di un pubblico avvoltoio proiettati in scena, e ancora: luci, danze, video, domandoni, personaggi del passato del protagonista presentati come ospiti a sorpresa e così via. La povera vittima vorrebbe scappare e invece viene sempre piu inghiottito dal gioco al massacro ordito a suo danno. Senonchè dopo un po’, il colpo di scena: si scopre che Cozzolino, questo il significativo nome del malcapitato, si trova in quella zona d’ombra tra la vita e la morte, per un ictus, e quindi tutto ciò che vediamo potrebbe essere come il suo estremo deformato incubo. Dopo questa trovata, pero’ la tensione cala; tutto appare prevedibile e reiterato. Dopo la prima mezz’ora la commedia potrebbe quasi terminare e invece si ripete stancamente per ben altre due ore piu l’intervallo. Gli episodi della vita del Nostro si snocciolano in un mediocre susseguirsi, niente appare di vero interesse perché si tratta davvero di una vita troppo normale. A nulla servono il rutilante spettacolo, il baraccone, le musiche, gli schermi enormi che riproducono gli attori (ma non saranno per caso anche segno di sfiducia nel mezzo, e allora perché mai provare a fare teatro?) Il testo manca di sviluppo drammaturgico e la poetica di Virzì, il suo amore per il romanzesco che si annida nelle vite degli umili, che al cinema ha avuto, a volte, buoni esiti, in questa rappresentazione non riesce a venir fuori. Onestamente, tuttavia, dobbiamo registrare un buon successo di pubblico, entusiasta piu che altro degli attori, bravi e microfonati, e specialmente di Silvio Orlando a cui va dato merito, se non altro, di essersi prodotto in una faticaccia immane, stando eroicamente in scena dall’inizio alla fine senza interruzione. SE NON CI SONO ALTRE DOMANDE testo e regia di PAOLO VIRZI’ ( novità assoluta ) Prod. Eliseo/ Nuovoteatro Roma, Teatro Eliseo, fino al 15 maggio 2011 durata: tre ore circa
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