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"Second Hand" di Michael ZadoorianIl racconto di un “cercatore di oggetti vissuti”di Caterina Vianello L’opera prima di un autore che descrive con delicatezza e misura la storia di una passione per gli oggetti di seconda mano. E della rara e preziosa dote del protagonista di ridare ad essi, dopo che sono stati abbandonati, una nuova vita, un’identità ed una voce che si credevano perdute per sempre.
Nella periferia di Detroit, città grigia e inquinata, c’è un negozio dell’usato, il “Satori Junk”. Colorato e ripieno di cose. Nel negozio, tra una poltrona cinese rossa anni ‘40, vecchi bicchieri da bar, un divano anni ‘60, manichini, set da tavola anni ‘30, lampade, tavoli da cucina anni ‘40, stereo impolverati in legno, LP e lampade kitsch, bonghi, miniature, cucchiaini ricordo smaltati, trofei e grappoli d’uva in vetro, c’è Richard, il proprietario. Richard è un junker; junk è il termine per indicare letteralmente le cianfrusaglie, il ciarpame, quell’ammasso di cose meravigliose, inutili, incredibilmente kitsch, che, comprate d’impulso in un momento di debolezza, finiscono inesorabilmente per essere dimenticate in soffitta o destinate ad un mercatino dell’usato. E’ proprio a queste cose, oggetti di seconda mano appunto, che Richard dedica la propria vita e la propria attività. Oggetti di cui altri hanno decretato la morte, vengono recuperati da Richard che gira instancabile per vendite per sgombero o decesso, mercatini nei cortili e magazzini degli eserciti della salvezza. Quella del protagonista del romanzo non è un’ossessione, ma una rara dote: quella di ridare vita alle cose, di ritrovare la loro anima perduta. Perché, secondo Richard, mentre gli oggetti nuovi sono noiosi e piatti, quelli vecchi hanno una luce ed una voce che raccontano la storia di chi li ha posseduti. Conservano frammenti di anima e pezzi di vita: allora accade che avere qualcosa che è appartenuto a un’altra persona permette di mettersi in contatto con lei, con il suo passato. Si possono così ascoltare storie meravigliose e insolite, e collezionarle; conoscerne i protagonisti e dialogare con loro. Insomma nella società che ha fatto del consumo sfrenato, della ricerca del nuovo e del tecnologicamente avanzato e della sollecitazione continua dell’impulso all’acquisto i suoi totem, Richard è una voce controcorrente che rifiuta una realtà omologante e piatta. In un continuo dialogo con le cose appartenute agli altri, che è certo evocativo e affascinante, ma che coinvolge i sentimenti fino ad un certo punto, accade però, inaspettatamente, che Richard si imbatta nel suo passato. La morte della madre e il conseguente sgombero della casa in cui Richard ha vissuto sin dall’infanzia lo costringono a fare i conti, attraverso gli oggetti, con un passato imprevisto. Scopre così una madre ed un padre diversi da quelli che conosceva, lati del carattere e dell’identità dei genitori che gli fanno ri-definire il suo rapporto con loro e rileggere gli anni trascorsi in famiglia. Costringendolo a provare personalmente come gli oggetti siano in grado di determinare un coinvolgimento dei sentimenti assoluto e totale. A complicare le cose arriva poi anche una cliente inaspettata ed imprevedibile, Theresa, che ha un lavoro simile a quello di Richard: si occupa infatti di animali abbandonati, quelli che nessuno vuole più, usati e poi lasciati. Le vite dei due protagonisti, così eccentriche e anticonvenzionali, si intrecceranno inestricabilmente e la storia d’amore tra i due, lei umorale e indecisa, lui timido e disarmante, farà capire a Richard come sentimenti ed emozioni non possano essere calibrati, dosati o temuti ma vadano invece vissuti senza riserve. Scritto con uno stile pulito e semplice, Second Hand è un romanzo intelligente, forte di un notevole successo editoriale. La capacità del suo autore, Michael Zadoorian, è quella di trattare senza banalità e patetismo un tema, quello dei sentimenti e delle relazioni emozionali, che può portare spesso a scadere nell’ovvio. In questo caso, invece, ci si trova a tenere tra le mani pagine che raccontano l’anima degli oggetti, l’importanza di un loro utilizzo consapevole ed infine la loro capacità di trasformare la vita. Michael Zadoorian, Secon Hand, Marcos y Marcos, pp. 318, € 16,00.
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