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"Settimana del Teatro spagnolo contemporaneo"La rassegna a Venezia dal 10 al 18 dicembredi Eugenia De Nicola Mercoledì 3 Dicembre alle 12 nell’aula Baratto di Ca’Foscari si è tenuta la conferenza stampa per la presentazione della “Settimana del teatro spagnolo e contemporaneo” che verrà ospitata a Venezia dal 10 al 18 Dicembre. I relatori erano Luana Zanella, Assessore alla Produzione Culturale del Comune di Venezia, Pier Francesco Ghetti, Rettore dell’Università Ca’ Foscari, Giampaolo Fortunati, Vice Presidente della Fondazione di Venezia, Marco Presotto, professore di Letteratura Spagnola a Ca’Foscari e naturalmente Adriano Iurissevich, Direttore di VeneziaInscena e ideatore del progetto. Questa originale iniziativa nel panorama culturale cittadino nasce grazie al forte desiderio di Adriano Iurissevich di diffondere in Italia la conoscenza di un grande scrittore spagnolo contemporaneo, José Sanchis Sinisterra, autore di un teatro politico e civile, “stimolativo e non animativo” come specifica il regista, nonché di un altro giovane eccellente scrittore, Juan Mayorga. La settimana di studio sarà articolata in tre fasi:
Il prof. Presotto sottolinea come l’evento sia sì un progetto formativo per gli studenti di Lingue e Letterature Straniere che avranno un dialogo diretto con gli autori, ma anche un’occasione di arricchimento culturale per tutta la cittadinanza; a questo riguardo l’Assessore Zanella si scaglia ardentemente contro i pregiudizi su una Venezia- città vetrina ad uso e consumo dei turisti, e contro la cattiva fama dell’università italiana: questa settimana culturale è la dimostrazione dell’altra faccia della medaglia, in senso positivo, sia per la città che da un paio d’anni valorizza finalmente le produzioni culturali locali, sia per l’università che partecipa attivamente alla vita culturale cittadina. Entusiasmo per l’iniziativa viene manifestato anche dal vice Presidente della Fondazione di Venezia, Fortunati, che ricorda quanto benefica possa essere l’influenza del teatro nei giovani, che non conoscono più il senso delle parole “sacrificio” e “passione”, e sottolinea la non misurabilità della cultura, che non dipende dalla quantità di eventi ma dai percorsi intrapresi. “La Fondazione- afferma- si pone quindi come investitore culturale”. Infine sia Iurissevich sia Paolo Puppa, professore di Storia del Teatro a Ca’Foscari, fanno notare come la Spagna abbia fatto passi da gigante rispetto a noi in molti aspetti, tra cui quello culturale: lo spettacolo di Emiliani è stato addirittura finanziato dal Ministero della Cultura Spagnolo. È forse questo il motivo per cui in Italia non ci sono autori teatrali contemporanei?
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