“Silver City” di John Sayles

La verità in fondo al lago

Americana
Torna sul grande schermo “l’Altra America” di John Sayles

Di intrecci tra denaro e potere s’è sempre parlato. Che Lobbies e Corporations influiscano pesantemente sulla scena politica mondiale, lo capiscono davvero tutti. Ma la percezione di questo condizionamento in che modo raggiunge gli illustri esclusi da queste connessioni, ovvero la popolazione? Non attraverso i Media compiacenti o istituzionalizzati, sembra suggerire l’ultima pellicola di John Sayles. Non almeno in quell’America periferica e facilmente condizionabile che ha eletto e rieletto George W. Bush. Ma le informazioni esistono tuttavia, solo che navigano i canali principali isolate dal contesto, prive di quei collegamenti che potrebbero renderle pericolose per chi orchestra il gioco.

‘Silver City’ parla proprio di quelle relazioni taciute dalla stampa mainstream che solo un lettore attento e determinato può mettere insieme, utilizzando fonti alternative ed indipendenti (lì dove esiste la possibilità di raggiungerle). Così, il ritrovamento di un cadavere in un lago tra le Montagne Rocciose, durante la campagna elettorale del futuro Governatore dello Stato (un a dir poco non-perspicace texano, ogni riferimento è esplicito…), innesca un’indagine che porterà a galla alcune di quelle fantomatiche e nascoste connessioni tra interessi economici e politica. E’ proprio un ex giornalista “fuori dal coro” (e per questo “ex”) infatti, ora detective, ad occuparsi del caso ed a risalire ai piani di sfruttamento ambientale che necessitano dell’avvallo di un governatore malleabile e compiacente.

Una pellicola, l’ultima di John Sayles, che attraversa molti generi, ma che è sorretta dalla volontà di affrontare un discorso politico senza mezze misure. Ed è proprio questo forse il pregio ed il limite di ‘Silver City’. Dai personaggi traspare limpidamente l’amore per la verità e allo stesso tempo la difficoltà che in questi tempi c’è nel farla emergere. Così, questa dichiarazione tanto esplicita e diretta, rischia di cadere nella trappola del moralismo pedagogico, nonostante si percepisca chiaramente la sincera passione civile con cui è girato il film.

USA, 2004, 35mm, 128′, col.
Regia, sceneggiatura, montaggio/ Director, Screenplay, Film Editor John Sayles
Fotografia/Director of Photography Haskell Wexler
Scenografia/Set Design Chris Jones
Costumi/Costume Design Shay Cunliffe
Musica/Music Mason Daring
Suono/Sound Judy Karp
Interpreti e personaggi/Cast and Characters Maria Bello (Nora Allardyce), Thora Birch (Karen Cross), David Clennon (Mort Seymour), Chris Cooper (Dickie Pilager), Alma Delfina (Lupe Montoya), Richard Dreyfuss (Chuck Raven), Daryl Hannah (Maddy Pilager), Kris Kristofferson (Wes Benteen), Tim Roth (Mitch Paine), Billy Zane (Chandler Tyson)
Produttore/Producer Maggie Renzi
Produzione/Production Silver City Film Inc., Anarchist’s Convention Film
Distribuzione/Distribution Roma Movie, Ascent Film