VEDI ANCHE |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
"Sogno di una notte di mezza estate" di William ShakespeareUn immaginifico Sogno che viene da Estdi Alessandro Pesce Il "Sogno di una notte di mezza estate" è sempre stato terreno ideale per chi fa teatro di regia, è testo adattissimo per lasciar sprigionare la fantasia e per esercitare o sperimentare uno stile che deve vedersela con ben tre piani narrativi, corrispondenti alle tre storie diverse che si intrecciano: quella degli amanti, quella degli intrighi e delle magie che fanno capo a Oberon e al mondo dei boschi e quella, per così dire, del " teatro nel teatro", con la rappresentazione maldestra della tragedia di Piramo e Tisbe. Lo spettacolo di Alexander Popovski, regista quarantenne molto attivo in questi anni in Europa, qui alle prese con uno straordinario gruppo di lingua croata del teatro di Zagabria, inizia a luci ancora accese, nel proscenio avanzato, quasi sulla ribalta, dinanzi al sipario chiuso. Puck, ottuagenario e sofferente di sciatica, precede il gruppo scalcinato di attori-artigiani che si contendono le parti della commedia con cui sara’ festeggiato il matrimonio "imposto" dei giovani ateniesi Lisandro, Demetrio, Elena e Erma. Poco dopo, l’apparizione dei quattro svogliati promessi sposi: Popovsky ce li presenta infelici, alcoolizzati, storditi dalla sorte cui vanno incontro e dalla loro passione sfortunata. E’ un’immagine sconvolgente. Il sipario poi si apre finalmente su una foresta che è un insieme di tendaggi pendenti e arrotolati come funi dove volteggiano come equilibristi Oberon e Titania. La messa in scena a questo punto riesce a fondere le tre anime senza alcuna stonatura, grazie a uno stile immaginifico e musicalissimo, alle luci magiche e a una inesauribile serie di trovate sceniche e attoriali allusive e spiritose, sottolineate quasi continuamente da una colonna sonora ironica, Nè è trascurata la cura sottile di ogni personaggio anche piccolo. Nel turbine, forse, a momenti, ci si può perdere ed è possibile che la lettura non faccia passi avanti nella penetrazione di questo misteriosissimo testo, ma basta il ritorno degli amanti, attoniti e smarriti dopo il sogno-incubo a farci riassaporare la poesia dell’angoscia ed è felice e pertinente l’idea di inserire la frase della Tempesta: Noi siamo fatti della stessa sostanza dei sogni. Sogno di una notte di mezza estate di William Shakespeare - regia Aleksandar Popovski - drammaturgia Dubravko Mihanovic - scene NUMEN - costumi Jelena Prokovic - musiche Kiril Džajkovski - coreografie Daša Rashid con Hrvoje Klobučar, Ksenija Pajić, Janko Rakoš, Franjo Dijak, Sven Šestak, Ivana Roščić, Nataša Janjić, Nenad Cvetko, Ozren Grabarić, Đorđe Kukuljica, Darko Milas, Sinisa Ružić, Pero Kvrgić, Christian Rene Peter, Iva Dragan Peter, Jadranka Žinić Mijatović Gavella - Gradsko Dramsko Kazaliste, Zagabria spettacolo in lingua croata con sopratitoli in italiano a cura di Raggio Verde s.r.l. durata circa 2 ore
|
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Applicazione SPIP | Web design HCE s.r.l. |
Registrazione al Tribunale di Venezia n.1491 del 24-09-2004 | Disclaimer | 2012 Creative Commons |





