VEDI ANCHE |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Orizzonti - Eventi "Soltanto un nome nei titoli di testa" di Daniele Di BiasioOmaggio a Ugo Pirrodi Giovanna Barreca Daniele Di Biasio, apprezzato regista di Pesci Combattenti (2002, menzione miglior documentario al TFF), insieme ad Alessandro Anselmi, Donata Carelli, Mariella Sellitti, tutti allievi di Ugo Pirro, ha realizzato un documentario dalla struttura classica (foto, immagini di repertorio, alternate a interviste ad amici) per raccontare il suo maestro che con le sue ‘invenzioni’, i suoi soggetti, i suoi romanzi prima autobiografici, poi di viaggio e poi libri trasposti, ha scritto pagine fondamentali del nostro cinema d’autore.
Basti ricordare che fu lo sceneggiatore per Elio Petri di A ciascuno il suo (1967), Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto (1970) a La proprietà non è più un furto (1973) dei quali vediamo delle sequenze mentre la voce di Pirro ne racconta la genesi in trasmissioni televisive come Il Grillo 2001, Voci Famose, Sottovoce. Ma anche Carlo Lizzani con il quale iniziò la sua carriera di sceneggiatore con Anchung Banditi (1951) e che poi diresse la trasposizione del suo libro Celluloide. Sorridiamo quando Lizzani ricorda: "Al mattino presto arrivavo in ritardo e lui aveva già scritto diverse scene del trattamento". Il regista prende a prestito il titolo di uno dei libri più amati dello scrittore Soltanto un nome nei titoli di testa per raccontarci il suo sentirsi sceneggiatore, perché come ricorda Enrico Vanzina: “Noi sceneggiatori quando parte un film iniziamo a non contare più, e ti senti abbandonato anche se sei il padre del film”.
Anticipatore dei tempi anche quando, ricorda Tullio Kezich, nel testo teatrale La sala dei professori (1994) scrisse di un tema oggi di stretta attualità: il crocifisso nelle scuole e di una ragazza musulmana arrivata in classe con il volo. Kezich: “Pirro era solo apparentemente un cronista, in realtà era un inventore”. Pirro che viveva l’idea cinematografica come una fotografia: “Se si parte da quella è più facile raccontare una storia” e che ci commuove con le pagine del suo epistolario con Cesare Zavattini. Aveva un grande senso di riconoscenza verso l’amico-maestro con il quale animò l’Osteria dei pittori, lavorò a lungo e guidò l’occupazione della Mostra di Venezia del 1968 (ironia della sorte questa sera nella retrospettiva Questi Fantasmi verrà proiettato Nostra signora dei turchi di Carmeno Bene che quell’anno conquistò il Leone d’oro). Anni dopo si ritrovarono per una lezione al Centro Sperimentale: “Avevo paura di commuovermi a confessargli di quanto adoravo ascoltarlo, di come lo considerassi un mostro e un guerriero, come forse neppure lui si era mai visto, la genialità può essere mostruosa. Non so cosa sarebbe stato di me senza di te”. Italia, beta digitale, 2008, 52’ Regia: Daniele Di Biasio Soggetto e sceneggiatura: Daniele Di Biasio, Alessandro Anselmi, Donata Carelli, Mariella Sellitti Fotografia: Ferran Paredes Rubio Montaggio: Giulio Testa Produzione: Volante Uno, Raisat cinema e Teche Rai
|
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Applicazione SPIP | Web design HCE s.r.l. |
Registrazione al Tribunale di Venezia n.1491 del 24-09-2004 | Disclaimer | 2012 Creative Commons |





