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Fuori Concorso "Somers Town" di Shane MeadowsL’ottimismo è il profumo della vitadi Nicola Cupperi
Marek è un adolescente di origini polacche che vive con il padre a Londra, dalle parti della stazione di St. Pancras. Le sue giornate si dividono fra l’accompagnare il babbo al cantiere dove lavora come operaio, l’impegno diligente profuso nell’hobby della fotografia, la preparazione della cena a base di specialità polacche e l’amarezza nell’osservare il padre devastarsi di alcool con gli amici connazionali.
Tommo è un sedicenne inglese; vive a est di Nottingham , nel pieno delle Midlands britanniche, in un innominato luogo da cui il ragazzo fugge alla volta di Londra senza la minima intenzione di pianificare un futuro ritorno. Tommo, con il cuore colmo di campagnola ingenuità e di adolescenziale imprudenza e senso di immortalità, si approccia alla capitale, alla grande metropoli in maniera avventatamente sprovveduta e finisce immancabilmente con l’essere derubato e picchiato prima ancora di festeggiare il compimento del primo giorno della sua avventura. Marek e Tommo si incontrano una mattina in un bar. I due coetanei non possono che andare d’accordo: ugualmente soli e abbandonati a sè stessi, ugualmente stranieri in casa propria, ugualmente puri e buoni di spirito e intenzioni. A questa sequela di fondamentali similitudini se ne aggiunge anche un’altra, la cui importanza oscura tutte le altre: la condivisione del primo grande amore. La strana coppia, infatti, si innamora perdutamente e congiuntamente di Maria, bellissima e dolcissima cameriera francese, con la quale passano un indimenticabile pomeriggio. Alla luce dello stretto e subitaneo legame formatosi con Tommo, Marek decide di ospitarlo a casa sua all’insaputa del padre. Il giorno successivo i due rascals, decisi a proseguire con tenacia nel tenero corteggiamento in coppia della bella francesina, ritornano al bar nel quale la ragazza lavora. Si scopre che, tragicamente, la dolce Maria è dovuta ritornare a casa, a Parigi, a causa di un’improvvisa e improvvida emergenza famigliare. La vita di Marek e Tommo ha ora un nuovo scopo: racimolare il denaro necessario all’attraversamento ferroviario della manica. In fondo i treni per Parigi partono proprio da St. Pancras, giusto sotto casa. Il 36enne inglese Shane Meadows, riuscitissimo regista autodidatta, giunge finalmente e faticosamente sugli schermi del 26° Torino Film Festival con il suo nuovo lavoro, a distanza di due anni dal precedente intenso monopolizzatore della Festa del Cinema di Roma This is England, e in 71 minuti di tenue bianco e nero lascia un segno indelebile nel cuore di tutti gli spettatori, regalando loro una delle commedie più semplici, significative, dolci, intelligenti e puramente cinematografiche dell’anno. Due ottimi protagonisti, un eccellente cast di contorno (il padre di Marek, Maria e il vicino Graham), un soggetto brillante trasposto in una riuscita sceneggiatura, una messa in scena essenziale, priva di fronzoli e inutile bigiotteria; il tutto confezionato con il giusto ritmo, la necessaria passione e una vitale voglia/bisogno di fare cinema e farlo come si deve. Tutto questo è e tutto questo traspare da la visione di Somers Town. Una visione divertente, stimolante, appagante e piena di spunti. Primo fra tutti l’interessante figura di Marek: ragazzo fin troppo responsabilizato e debilitato dalla solitaria routine quotidiana, questo personaggio incarna magistralmente la nozione di ospite in entrambi i sensi letterari attribuiti al lemma: è ospite in un paese straniero, diventato improvvisamente la sua casa e nel quale cerca di integrarsi meglio che può (indossando, per esempio, le magliette da calcio delle squadre locali); ma è anche ospite nell’accezione opposta e speculare nel momento in cui accetta di farsi carico delle sorti dell’anima gemella Tommo portandolo in casa propria. Lo stesso Tommo (interpretato dal bravo Thomas Turgoose, protagonista anche di This is England), d’altro canto, è un altro personaggio dai molteplici risvolti e stimoli. Sceso con irruenza dal mondo parallelo delle Midlands (situazione che lo rende un potenziale alter ego dello stesso regista), il fulvocrinito ragazzo si rivela essere talmente puro e privo di macchinose sovrastrutture da rendere perfettamente naturale la curiosa stramberia, densa di un godurioso senso di rivalsa e rivincita, dell’indigeno salvato e accolto in casa da un immigrato. Forti e convinti applausi per Meadows - il regista che un tempo ha rifiutato Hollywood - quindi, il quale continua a far breccia, film dopo film, nel cuore degli appassionati. 2008, UK 35mm, 71’, b/n regia/director Shane Meadows sceneggiatura/screenplay Paul Fraser fotografia/cinematography Natasha Braier montaggio/film editing Richard Graham scenografia/production design Lisa Marie Hall costumi/costume design Jo Thompson musica/music Gavin Clarke suono/sound Danny Crowley interpreti e personaggi/cast and characters Piotr Jagiello (Marek), Thomas Turgoose (Tommo), Ireneusz Czop (Marius), Elisa Lasowski (Maria), Perry Benson (Graham), Kate Dickie (Jane), Huggy Leaver (il proprietario del bar/ Cafè Owner), Mariusz Gajewski, Tomasz Kamola, Nojaech Magenyuski, Sebastian Palka (gli amici polacchi/Polish Friends) produttore/producer Barnaby Spurrier produzione/production Tomboy Films vendita all’estero/world sales The Works International
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