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Concorso Internazionale "Sonbahar" di Özcan AlperMare nerodi Giacomo Sebastiano Pistolato Yusuf è ancora giovane, ma già i polmoni non funzionano più come dovrebbero; ha studiato, è acculturato e istruito. Eppure non c’è un futuro per lui, dopo dieci anni di carcere duro nella sua Turchia. La lotta per la democrazia quand’era studente l’ha fatto recludere, e solo la malattia ha potuto farlo scarcerare anticipatamente. Quando esce di prigione torna al suo paese tra le montagne, sopra il Mar Nero. Il padre è morto, la madre ormai anziana manda avanti la casa da sola con l’unica speranza di poter riabbracciare il figlio.
Non c’è pace per Yusuf e, come per lui, per gli altri figli dell’opposizione alle leggi antidemocratiche instaurate dopo il colpo di stato del 1980 in Turchia. Un appassionato coinvolgimento di giovani studenti socialisti si trasforma, dopo il crollo dell’URSS, in un calvario che rispecchia l’involuzione di un paese dalle tradizioni millenarie. La popolazione è costretta a migrare verso i centri urbani, il lavoro scarseggia e la povertà dilaga. Tra le montagne non restano in molti, e i funerali sono le occasioni che scandiscono inesorabilmente il tempo verso un futuro sempre più incerto. L’indolenza di Yusuf, sferzato dalle torture subite in galera e dal dissolvimento degli ideali per i quali si è fatto incarcerare, non trova sollievo tra le mura amiche di casa, come il latte caldo offertogli dalla madre non basta a lenire la bronchite che piano piano sta consumando i suoi polmoni malati. Solo la Natura sembra concedere un attimo di tregua al suo animo tormentato e rinchiuso in se stesso da un’inerziale apatia. I monti che circondano il tabià in cui vive, pur avvolti dalle prime nevi autunnali (sonbahar significa autunno), battuti da venti freddi e solcati da nuvole scure, sembrano essere l’unico sollievo, l’unico punto di riferimento in un mondo che per Yusuf ha ormai perso ogni significato. E se un altro appiglio poteva risollevare le sorti del protagonista, l’amore per Eka, prostituta georgiana appassionata di letteratura russa, nemmeno questo è destinato a realizzarsi. Alper mette in scena un dramma realista sulla storia recente della Turchia e lo tratteggia con scarni dialoghi, affidandosi alla forza delle immagini. Una Natura ostile e minacciosa - nuovoloni neri, mare in tempesta - è allo stesso tempo unica costante in un mondo che ha ormai perso la rotta. L’amore non basta a dare un senso all’esistenza, e la precarietà dell’animo umano non può che rivelarsi l’unica condizione permanente. SONBAHAR 2008 - 35 mm - Color - 106’ Regia : Özcan Alper Interpreti: Onur Saylak, Megi Koboladze, R. Gulefer Yenigul, Serkan Keskin, Nino Lejava
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