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"Stanley Kubrick fotografo 1945-1950" a cura di Rainer F. CroneIn mostra le foto del grande registadi Romina Greggio A Milano dal 16 aprile al 4 luglio 2010 a Palazzo della Ragione è aperta la mostra “Stanley Kubrick FOTOGRAFO 1945-1950” a cura di Rainer F. Crone. Oltre duecento fotografie, selezionate da un archivio di 12.000, stampate da negativi originali, conservate dalla Library of Congress di Washinghton e dal Museum of the City of New York, realizzate dal giovane Kubrick dal 1945 al 1950, per la rivista americana “Look”. A soli 16 anni iniziò la sua carriera di fotoreporter con la prima macchina fotografica regalatagli dal padre, fotografando “l’edicolante triste” per la morte del Predidente Roosvelt. A 17 anni Stanley per “Look” documentò storie di vita quotidiana, gente comune e star come il pugile Rocky Graziano o l’attore Montgomery Clift. La mostra di articola in una serie di storie fotografiche dove poesia e sapienza tecnica si fondono mostrandoci una giovane dotato di grande talento fotografico. “A tale of shiesshine boy” è dell’ottobre del 1947, e Stanley ha solo 9 anni in più del protagonista Mickey, un dodicenne lustrascarpe di New York, ma con grande capacità di analisi tecnico e artistica racconta, in alcuni aspetti in chiave cinematografica, il “sogno americano” di un ragazzino bello intelligente che rappresenta lo stereotipo di uno spaccato della società americana del dopo guerra. Sapiente uso delle ottiche, adattate in ogni situazione e una perfetta composizione cinematografica coinvolgono lo spettatore nel racconto di una favola americana. “How the Circuì get set” del maggio 1948, mostra un Kubrick poetico, che racconta i retroscena di un mondo magico, dove sogno e realtà di fondono attraverso sapienti composizioni fotografiche, inquadrature a grande effetto, punti di vista inusuali e tanta umanità. Chiari scuri, contro luce, punti di fuga prospettici, composizioni geometriche, dimostrano che, nonostante la giovane età, Stanley Kubrick possedeva un enorme padronanza nel liguaggio tecnico fotografo. “Traveling in Portugual” del 1948 mostra un giovanissimo Stanley affascinato da un piccolo paesino di pescatori, che segue il consiglio di Henri Cartier-Bresson cogliendo la semplicità di persone umili “perseverandone la più profonda dignità umana”. Come nel precedente reportage “Mooseheart: The Chils City” del 1948 dove con grande dignità umana e grande padronanza tecnica nell’uso delle ottiche e della luce dura e morbida, narra la vita quotidiana di 700 orfani un piccolo centro vicino Chicago. Un giovane Stanley Kubrick capace di narrare ed impressionare con un ricco linguaggio fotografico, capace di passare da una storia fotografica all’altra, dimostrando in ogni occasione di saper scegliere sempre il meglio dei mezzi tecnico artistici. INFO: www.mostrakubrick.it Foto a cura di Romina Greggio Copyright © NonSoloCinema.com - Romina Greggio
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