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"Star System - Se non ci sei non esisti" di Robert B. WeideLustrini e paillettesdi Emanuele Rauco Il circo del cinema e le passerelle della moda e della celebrità offrono una ampia scelta per quanto riguarda follie, aneddoti, bizzarrie da mostrare in un film, ben più di una volta, infatti, sceneggiatori e registi hollywoodiani si sono concentrati sulle follie dello showbiz. Robert Wiede esordisce nel lungometraggio a soggetto raccontando non solo quelle eccentriche deviazioni, ma soprattutto il cotè giornalistico e mediatico che gli gira intorno: peccato che, tirando i remi in barca della satira, si accontenti di una semplice, seppur simpatica, commediola.
Tutto gira intorno a Sidney, giornalista anticonformista, che dopo aver creato un disastro a una festa di celebrità viene contattato dal direttore di Sharps, magazine di successo, per collaborare con loro: la lunga strada verso il successo e la soddisfazione sarà però costellata di fallimenti e compromessi. Una trama simpatica già di primo acchito, a metà strada (almeno nel potenziale) tra Hollywood Party e Il diavolo veste Prada, che la sceneggiatura di Peter Straughan rende una commedia sentimentale e satirica che si fa notare per qualche gag azzeccata e per un po’ di cautela di troppo. Facendo proprie le parole della proprietaria del suo appartamento, il film indaga con fare bonario e malizioso la “Sodoma e Gomorra” di Hollywood (sebbene il film sia ambientato a New York) il binomio sesso/lusso che pare regolarla, puntando l’accento sui meccanismi giornalistici con cui gli uffici stampa manipolano le riviste e di conseguenza consensi e percezione del pubblico; ovviamente il punto di vista è quello di un giornalista integerrimo e caustico, al bivio tra etica e carriera, chiaramente goffissimo, il che dà spunto a una girandola di gag ed equivoci che però si spengono dopo mezz’ora e si afflosciano – insieme al ritmo – col passare dei minuti, quando i dilemmi morali prendono il sopravvento, risolvendosi nel modo più facile. La sceneggiatura tira l’intreccio – raccontato a ritroso – troppo per le lunghe e non convince nello scioglimento dei nodi e delle questioni, colpendo però per la verve di tutta la prima parte, a differenza di una regia che si spegne dopo l’incipit e si macchia di alcuni errori tecnici e di linguaggio (pessimo montaggio di David Freeman). Sostanzialmente, quindi, la parziale riuscita del film di Wiede si deve al talento e alla vis comica di Simon Pegg, che informa tutto il film del suo tocco, coadiuvato da due donne non proprio memorabili ma belle come Kirsten Dunst e Megan Fox e fronteggiato da un grande Jeff Bridges. Alla fine della fiera, una commedia sentimentale come altre, con qualche frecciatina in più ma senza mai strafare: dopotutto, siamo sempre dentro il sistema. Titolo originale: How to Lose Friends & Alienate People Nazione: Regno Unito Anno: 2008 Genere: Commedia Durata: 110’ Regia: Robert B. Weide Sito ufficiale: www.paramountpictures.co.uk/... Cast: Jeff Bridges, Gillian Anderson, Kirsten Dunst, Simon Pegg, Megan Fox, Danny Huston, Allen Lidkey, Eliezer Meyer, Miquel Brown, Emily Denniston, Max Minghella Produzione: Number 9 Films, Intandem Films Distribuzione: Mikado Data di uscita: 08 Maggio 2009 (cinema)
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