VEDI ANCHE |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Stato Libero Tour dei LitfibaI Litfiba in concerto a Jesolodi Teresa Vio Chi l’ha detto che il passato non ritorna? L’aspetto tradisce l’età dei Litfiba, ma basta chiudere gli occhi un momento per ritrovare l’energia e la grinta che hanno contraddistinto la band fiorentina fin dall’esordio nel 1980.
Negli ultimi anni il cantante Piero Pelù e il chitarrista Ghigo Renzulli hanno percorso strade diverse, ma l’atmosfera che si respira nell’inatteso tour è quella di un duo finalmente riunito e con tantissima voglia di suonare ancora insieme. Lo affiancano Pino Fidanza, batterista della terza formazione dei Litfiba, Daniele Bagni e Federico Sagona, rispettivamente bassista e tastierista che hanno accompagnato Pelù nella sua carriera da solista. Per il concerto, il gruppo ha messo da parte i pezzi più recenti e di meno valore, riproponendo le canzoni del periodo d’oro con la stessa forza degli esordi, ma con un po’ di esperienza in più. “Benvenuti al concerto per le teste pensanti! Benvenuti al concerto per lo stato libero di Litfiba, perchè qui niente è Proibito!”: con queste parole parte Proibito, grande successo della band, a cui seguono Barcollo, scritta nel 2009, la storica Resta, la bizzarra Paname e la toccante Sparami. È poi il turno di Apapaia che, con il suo semplice ma diretto ritornello “rispetta le mie idee”, rivendica la libertà di pensiero per tutti. Hanno un importante messaggio di fondo anche le pittoresche Tex e Fata Morgana, che mettono in luce come il più potente calpesti sempre il più debole “Tu cavalca, cavalca mio cowboy, che la terra tanto ce la rubi a noi” e come niente sia ciò che sembra “Fata Morgana ha già cambiato ogni profilo”. Dopo la neonata Sole Nero è stata per tutti un’enorme emozione ascoltare la poesia di Louisiana, canzone “che si schiera apertamente contro la pena di morte”. Di seguito Soldi, Gioconda, Ritmo, Ora d’aria (uno dei pezzi più apprezzati), Sotto il vulcano, Dimmi il nome, la celeberrima El Diablo, Corri e Spirito. Prima di concludere il concerto con la canzone-simbolo del gruppo, Cangaceiro, i Litfiba hanno augurato un “buon viaggio” al loro pubblico con Lacio Drom, canzone ispirata all’ottimismo il cui titolo, in lingua rom, significa proprio “buon viaggio”. Un dato significativo è la differenza d’età all’interno del pubblico che ha assistito al concerto: dai coetanei della band, ai trentenni, a chi come me li ha conosciuti troppo tardi per vederli insieme, e mai avrebbe sperato in una reunion come quella che ha dato vita allo Stato Libero tour. Per tutti, i Litfiba hanno pienamente soddisfatto le aspettative, ma hanno anche messo in evidenza come i problemi politici e sociali cantati trent’anni fa nelle loro canzoni siano ancora tristemente attuali, come se esse fossero state scritte oggi: “hanno fatto tante promesse, ma ne hanno mantenuta solo una: avevano promesso di ottenere la libertà con ogni mezzo, e l’hanno ottenuta tutta per sé stessi”. Piero Pelù, che ha sollevato molte polemiche durante la tappa siciliana del tour, non ha certo peli sulla lingua e durante il concerto parla a lungo di problemi vecchi, come la corruzione e le differenze, ma anche di problemi nuovi come i tagli alla cultura e i danni provocati dalla recente alluvione nel Veneto. Non state sognando, i Litfiba sono tornati!
|
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Applicazione SPIP | Web design HCE s.r.l. |
Registrazione al Tribunale di Venezia n.1491 del 24-09-2004 | Disclaimer | 2012 Creative Commons |





