Stay hungry…il video casting di David è morto di Babilonia Teatri vara con successo l’incubatore produttivo dello Stabile del Veneto.

La selezione continua live giovedì 23 aprile alle 17.30 al Teatro Verdi di Padova

…Stay foolish. “Vi chiediamo di non mostrarci quanto siete bravi, di non mostrarci la vostra tecnica, ma la vostra fame. Stiamo cercando una temperatura. Fate schizzare il mercurio!”.

Questo il “bando” del video casting abilmente architettato su Facebook dagli autori-registi Di Babilonia Teatri , Enrico Castellani e Valeria Raimondi, e rivolto agli aspiranti membri del cast del nascituro David è morto, il primo progetto ospitato dall’Incubatore produttivo del Teatro Stabile del Veneto.
“Così abbiamo inaugurato il nostro incubatore produttivo, spiega Massimo Ongaro, direttore del Teatro Stabile del Veneto, produttore dello spettacolo assieme all’ERT Emilia Romagna Teatro: 284, i video caricati sulla pagina, un risultato al di sopra di ogni aspettativa. Da questa prima selezione è emersa una rosa di 13 partecipanti, che saranno presentati e passati nuovamente al setaccio mercoledì 23 al Teatro Verdi di Padova, con l’intenzione di fare emergere i 5 membri definitivi del cast. Ma il processo è aperto e fluido, e saranno i registi a decidere, a tempo debito.

In questa fase, in particolare, desideriamo solo rivolgere un invito, a tutti gli appassionati di teatro, a dare un’occhiata a ciò che stiamo facendo e a seguirci. L’evento di mercoledì, che segue le prove aperte in corso proprio in questi giorni, si colloca nella Primavera teatrale, che contiene questi processi e altri progetti: dall’Officina Goldoni al Premio Off, che è stato peraltro il punto di partenza del nostro incubatore. E’ a partire da quest’esperienza, infatti, che abbiamo deciso di mettere le mani in pasta, passando dalla logica del premio, alla logica della valorizzazione dei progetti”.

Il video casting realizzato da Babilonia Teatri grazie all’appoggio dell’Incubatore teatrale del TSV è indice di comprensione profonda della logica dei social media e dimostrazione pratica che un loro utilizzo a beneficio delle nuove leve attoriali (professionali, tout court) è possibile, laddove conta un unico fattore critico di successo, il talento.

“L’esperienza del video casting via Facebook ci è piaciuta moltissimo, e la riproporremo in altre occasioni. Ma se il risultato di quest’operazione ci ha sorpresi – precisa Ongaro – è anche vero che ha preso in contropiede più di qualche attore: ci sono arrivate anche telefonate o email da chi si sentiva offeso da questo genere di prassi..!”.

Facendo un passo indietro: il TSV si è sempre dato da fare. Ma cos’è cambiato, da quando siete diventati Teatro nazionale?
“Quello di “Teatro nazionale” è un riconoscimento importante, ma fondamentalmente lo consideriamo ”un pretesto”: per andare avanti nella direzione già intrapresa, un incoraggiamento, che ci rafforza nei confronti del futuro. Le intenzioni che ho sempre avuto da quando mi sono cimentato in quest’impresa sono rimettere il TSV al centro, di fare del nostro teatro un interlocutore privilegiato per tutte le iniziativa teatrali del territorio, rivolgendoci a chi si occupa di teatro professionalmente, in primis, ma non solo. Il nostro progetto di Incubatore teatrale è una conseguenza di un atteggiamento preesistente. Come da programma, l’incubatore riporta gli artisti al centro, attualizza e promuove i progetti”

Quali sono i bisogni espressi dalle compagnie “locali” che l’incubatore del TSV intende contribuire a colmare?
“Dal banale spazio per provare, alla consulenza tecnico amministrativa, al supporto in comunicazione, e a monte di tutto, un’esigenza di dialogo e scambio di idee tra compagnie per le compagnie più giovani, per poter realizzare i progetti in maniera più efficace, e in relazione con il mondo del teatro che programma. Il nostro vuol essere un ruolo di accompagnamento nel percorso di raggiungimento di un obiettivo di maggiore efficacia della programmazione”.

Quali sono i progetti che intendete “accompagnare” e … dove?
“Ci siamo rivolti in particolare a Babilonia, in quanto vincitori della scorsa edizione del Premio Off, abbiamo chiesto loro un progetto artistico e produttivo per il prossimo triennio. Vogliamo costituire, per loro e per le altre compagnie selezionate, ad oggi – Malmadur, Compagnia Amor Vacui, Fratelli Dalla Via, Patricia Zanco, Teatro Bresci e Indigena Teatro – un elemento propulsivo e di sviluppo. Come passare dall’organico delle loro compagnie standard, 2-3 persone in scena, invitarli ad immaginarsi di lavorare con più attori, con testi più costruiti, con una forme di spettacolo più narrative, e di considerare se stessi più registi che registi attori. Vorremmo provare a propellerli vero un pubblico più grande, e verso pubblici diversi”.
Si parla tanto di Audience Building…
“Tutta la nostra Primavera Teatrale vuole aprire canali di comunicazione aggiuntivi e diversi con i pubblici. Mettere in relazione il lavoro artistico con il pubblico anche “anzi tempo”, prima che l’allestimento sia completato. Faremo seguire altre iniziative aperte con il pubblico, rafforzando anche il versante della relazione con la critica, l’Università, con le superiori, cercando di rivolgerci a tutti i pubblici, verificando – come già facciamo ora – di volta in volta i nostri risultati”.

La verità è che se, forse, non necessitava di dimostrarsi all’altezza della nuova qualifica, il Teatro Stabile del Veneto, oggi Teatro Nazionale, dimostra ancora una volta di sapere come si fa partendo … in quinta.