Sting chiude l’Umbria Jazz 2012

Più di settemila persone all'Arena Santa Giuliana

L’Umbria Jazz chiude la porte in gran stile, con oltre 7.000 presenze ad applaudire Sting

Sessant’anni – a dire il vero anche qualcuno in più – e non sentirli. Un numero che per Gordon Matthew Thomas Sumner, in arte Sting, esiste solo sulla carta. Sono altri i numeri che contano: ad esempio quello dei biglietti venduti per il concerto conclusivo di Umbria Jazz, che il 15 luglio scorso, all’Arena Santa Giuliana, ha superato le 7.000 presenze.

C’erano davvero tutti a Perugia per l’ex leader dei Police, sul palco in maglietta bianca e pantaloni attillati, con un bicipite scolpito che avrebbe dato filo da torcere anche a chi di anni in meno ne ha qualche decina. Sorridente, contento, spigliato, uno di quei cantanti che fa quello che vuole, è in pace con sé stesso e si percepisce: quando sale sul palco si diverte lui per primo, insieme a quelle svariate migliaia di persone che hanno fatto di tutto per accaparrarsi un posto nell’unica data del centro Italia.

Un tour brevissimo, quello del 2012, che tra le mille proposte ha selezionato soltanto le migliori, di altissima qualità: l’Umbria Jazz, ad esempio, che dal 1973 rappresenta una delle realtà musicali più raffinate e meritevoli d’Italia.

E così quest’anno la Direzione Artistica di Carlo Pagnotta e il cantante inglese si sono scelti a vicenda, per portare sul palco un concerto di carriera, uno di quelli, cioè, che infilano in scaletta i the best of, i pezzi migliori di ogni tempo, con e senza Police: Roxanne, Message in a bottle, Every little thing she does is magic, e De do do do, de da da da.

E poi, ancora, altre note indimenticabili, come quelle di English man in New York, Shape of my heart, Fragile e If I ever lose my faith in you. Fino ai momenti magici di Fields of gold e Every breath you take, che lascia per i minuti finali.

Tra un brano e l’altro, si parla rigorosamente italiano, perché Sting ormai è quasi un connazionale, da quando produce vini nella sua tenuta Il Palagio in Toscana. Ha scelto il Chianti, ha scelto l’Italia e il sorriso affettuoso che porta sul palco testimonia l’attaccamento che sente per la nostra terra.

Si chiuse così, in grandissimo stile, un festival che sa portare la buona musica nell’Umbria e smuove fiumi di appassionati da tutta la penisola. Una manifestazione diventata ormai tanto celebre, sotto la Presidenza di Renzo Arbore, da dar vita persino a un’appendice invernale, che quest’anno si terrà ad Orvieto dal 28 dicembre 2012 all’1 gennaio 2013.

www.umbriajazz.com; www.chiaragiacobelli.com

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Chiara Giacobelli è una scrittrice e giornalista nata nel 1983. Si è laureata a pieni voti in Scienze della Comunicazione e poi Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. E' iscritta all'Ordine dei Giornalisti dal 2006 e ha pubblicato undici libri, tra cui il pluri-premiato saggio biografico "Furio Scarpelli. Il cinema viene dopo" realizzato insieme ad Alessio Accardo di Sky Cinema e al critico Federico Govoni. Nel 2016 è uscito il suo romanzo d'esordio "Un disastro chiamato amore" edito da Leggereditore del gruppo Fanucci. Come giornalista collabora anche con il gruppo Cairo Editore (Bell'Italia e In Viaggio), Affari Italiani, Luxgallery, oltre a tenere un blog culturale sull'Huffington Post. Il suo sito è www.chiaragiacobelli.com, oppure potete seguirla tramite Facebook, LinkedIn e Twitter.