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"Studentessi" di Elio e le storie teseLa normalità dell’eclettismodi Luca Bertoldo Era il 1990 o 1991. Nelle giornate estive trascorse in piscina con gli amici era inevitabile che all’improvviso qualcuno estraesse da una custodia ammaccata una cassetta copiata chissà dove. Dopo pochi minuti tutti giù a ridere e a dirsi “forti questi, altro che la solita roba!”. Erano gli Elio e le storie tese, quelli delle parolacce.
Non sapevamo niente di loro, del loro passato, della loro attività. Poco dopo li avremmo visti per la prima volta nel video del Pippero (e ci si chiedeva “ma dov’è esattamente il confine tra Italia e Bulgaria?”) e qualche tempo dopo li avremmo visti a Sanremo, a prendere per i fondelli Baudo e compagnia senza che loro se ne accorgessero più di tanto. Nel frattempo i genitori tentavano un’attività di dissuasione, ma di basso profilo, evitando le crociate disperate, quanto piuttosto insinuando nelle nostre giovani menti il tarlo della volgarità che è “gratuita e senza senso”. Siamo cresciuti e abbiamo capito che c’era qualcosa sotto alla volgarità gratuita. Innanzitutto una tecnica e una qualità musicali davvero eccellenti – tanto che possiamo affermare senza timori che, da questo punto di vista, sono tra i migliori gruppi in Italia –, poi un gusto nella varietà di stili e di generi, una capacità di citazione semplicemente enciclopedica e infine una creatività linguistica notevole, sia per l’uso appropriato di figure retoriche che per l’abilità di variazione metrica e ritmica delle parole. Quanto scritto finora è una premessa necessaria per parlare di Studentessi, il nuovo disco uscito in edicola (nuove tattiche di marketing, evidentemente) pochi giorni fa. Lo abbiamo ascoltato col timore che Elio non fosse più all’altezza, forse perché tutti gli artisti italiani ci abituano a dimostrarsi stanchi a una certa età. E il primo ascolto, così come per il precedente Cicciput, ci aveva effettivamente spiazzato. Poi, procedendo con gli ascolti, abbiamo cominciato a comprendere: le citazioni, l’ironia, la bravura. Perché va detto che tutto è suonato benissimo. Grandiosi gli ospiti: Antonella Ruggiero, spinta al limite della sua estensione vocale, Giorgia, Irene Grandi, Carla Fracci, Paola Cortellesi, Claudio Bisio… perfino Baglioni ci è simpatico coi suoi interventi. Un doveroso plauso a Demo Morselli, autore di strepitosi arrangiamenti dei fiati, e a Lola Feghaly e Paola Folli, magnifiche coriste che non hanno mai, ingiustamente, l’onore della ribalta. Per il resto è solo goduria: l’intro molto prog anni Settanta di Plafone, la samba che diventa hard rock di Heavy samba, il pop funk di Gargaroz e Supermassiccio, il jazz e death metal di Suicidio a sorpresa fino al culmine di Parco Sempione, lanciato come singolo e portato già in tour lo scorso anno, pezzo dai sapori e ritmi (complicatissimi) africani, con cui Rocco Tanica si prende il piccolo lusso – magra consolazione, visto che il danno è fatto – di denunciare l’abbattimento del bosco di Gioia a Milano da parte della giunta regionale presieduta da Formigoni, definito assieme ai suoi colleghi “figlio di tr…”. Insomma, tutto bene. L’unico dubbio è che l’eclettismo a cui ci ha abituato Elio non diventi un giorno normale, scontato. I figli di Frank Zappa diventerebbero allora noiosi, se si imponessero l’obbligo di sorprendere e spiazzare. Il tour di Studentessi arriva in Veneto il 5 aprile al Maxlive di Costabissara (VI). Web: www.maxlive.net
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